TELECOM/ Luca Luciani (neo D.G.) indagato per la truffa delle sim false

- La Redazione

Da poco nominato dai soci nuove direttore generale del gruppo Telecom, Luca Luciani è stato iscritto nel registro degli indagati in merito all’inchiesta su migliaia di sim false.  

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Luca Luciani
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Da poco nominato dai soci nuove direttore generale del gruppo Telecom, Luca Luciani è stato iscritto nel registro degli indagati in merito all’inchiesta su migliaia di sim false.

Luca Luciani, responsabile della divisione brasiliana del gruppo Telecom, da poco indicato come direttore generale della compagnia telefonica dai soci, è stato iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta su un giro di migliaia di sim false. A quanto emerge, sarebbero state prodotte delle sim soprannumerarie intestate a nomi di fantasia con lo scopo di aumentare il fatturato dell’azienda.

False comunicazioni, ostacolo all’autorità di vigilanza e truffa aggravata ai danni dello Stato sono le accuse che gli vengono contestate, le medesime che pendono sul capo di Riccardo Ruggiero, ex ad del gruppo. La notizia che i due sono indagati ha provocato un crollo delle quotazioni dell’azienda dell’1,76% a 1,11 euro.

Ruggiero sarebbe indagato in quanto mente della truffa, mentre Luciani (divenuto famoso perché in un discorso motivazionale ai dipendenti, fece una terribile gaffe, disse: “Napoleone a Waterloo fece il suo capolavoro”) dal momento che all’epoca dei fatti era responsabile delle vendite, perché sarebbe stato a conoscenza dei fatti.  Secondo le accuse, la Tim avrebbe intestato milioni di sim in maniera irregolare, mantenendole attive con ricariche esigue, per attestare che l’azienda preservava una quota di mercato tale da renderla leader in Europa.

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Lucio Golinelli, dirigente responsabile dell’area “Sales Consumer”, afferma,  nel verbale del 26 febbraio 2009, che il fenomeno «era noto in azienda fin dal 2000. Rispondeva alla politica di tutte le società di telefonia mobile. Vi era l’interesse ad avere il maggior numero di clienti che generassero un minimo di traffico, da cui una forte spinta su volumi acquisitivi ingenti».  

 

Dichiarazioni simili provengono da Gabriele Della Vedova, responsabile “Sales support e process”, che nell’interrogatorio del 10 febbraio 2009 ammette: «La struttura centrale era perfettamente a conoscenza di fittizie intestazioni di schede a nomi di fantasia, come Pippo, Pluto, Paperino, per struttura centrale intendo l’azienda stessa, a partire dal Top management».

 

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