MALPENSA/ Sikh costretto a togliersi il turbante. L’India chiede all’Onu una risoluzione

- La Redazione

Un allenatore di Golf Sikh è stato costretto a togliersi, allo scalo milanese di Malpensa, il copricapo per i controlli di sicurezza di routine. Ne è sorto un caso diplomatico.

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Un allenatore di Golf Sikh è stato costretto a togliersi, allo scalo milanese di Malpensa, il copricapo per i controlli di sicurezza di routine. Ne è sorto un caso diplomatico.

A Malpensa un allenatore di golf Sikh (un seguace del sikhismo, religione molto presente in India, i cui seguaci suscitano grande rispetto tra le popolazione), di nome Amritinder Singh, è stato perquisito. Si è dovuto sfilare il turbante su ordine dell’addetto per questioni, ovviamente, di sicurezza.  E’ scoppiato un caso diplomatico. 

Per i Sikh, infatti, il copricapo ha un valore religioso, sono obbligati a portarlo in pubblico e per loroessere costretti a toglierselo rappresenta una grande violazione. Tanto che l’India è intenzionata a portare la questione del copricapo all’attenzione delle Nazioni Unite. Il governo indiano, riferisce The Hindustan Times, vuole presentare una risoluzione all’Assemblea Generale dell’Onu, per chiedere che il turbante sia rispettato.

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L’ambasciatore italiano a New Delh ha incontrato i rappresentanti del ministero degli Esteri indiano e ha chiarito la vicenda. Ma ieri il medesimo allenatore, giunto nuovamente a Malpensa, è stato costretto ancora una volta a togliersi il copricapo per i controlli di routine. Krishna, ministro degli Esteri indiano, ha denunciato il caso: «Ovunque si verifichi, un insulto a un Sikh – ha detto – è un insulto alla nazione». Ahluwalia, senatore indiano, si era chiesto: «A che cosa sono servite le scuse dell’ambasciatore italiano?».

 

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