NUBE RADIOATTIVA/ E’ arrivata sull’Italia la nuvola giapponese, preoccupazione. L’esperto: non c’è alcun pericolo

- La Redazione

E’ arrivata la nube radioattiva sull’Italia. Gli esperti concordano: nessun pericolo per la popolazione. L’esperto spiega i motivi per cui non c’è da preoccuparsi

fukushima_gru_R400
Foto Ansa

La temuta nube radioattiva proveniente dal Giappone è sui cieli italiani. A Milano negli scorsi giorni, ad esempio, si era diffusa una certa preoccupazione. Alcune famiglie, temendo gli effetti della radioattività fuggita dalla centrale nucleare giapponese, si erano preoccupate se tenere o meno a casa i figli invece di mandarli a scuola.

Gli esperti, in realtà, sin dai primi giorni dopo l’allarme nucleare a Fukushima, avevano dichiarato che non c’era nulla da temere. Di questo parere è anche l’esperto di meteorologia nonché editorialista Franco Battaglia, che IlSussidiario.net ha contattato in esclusiva per avere un parere. “E’ tale la distanza fra il nostro Paese” ha detto il dottor Battaglia “che se anche la nube avesse contenuto in partenza un grado di radioattività elevato, il suo arrivo sull’Italia avrebbe disperso tale contenuto radioattivo”.  Anche l’Agenzia Regionale per l’Ambiente ha attestato che i livelli  di radioattività sono inferiori, di molte migliaia di volte, a quelli che potrebbero realmente destare preoccupazione. Inoltre le condizioni meteorologiche in Italia, e a Milano dove si è diffuso il maggior allarmismo, sono di totale assenza di pioggia. In realtà, continua il professor Battaglia “neanche una condizione di piovosità avrebbe dovuto preoccupare. Nel caso di Chernobyl, ad esempio, dove la contaminazione era molto più alta di quella presente, ci furono giornate di pioggia in Italia e in altri paesi europei. Da allora, molti anni dopo, non è stato registrato alcun caso di danni fisici, di persone colpite dalle radiazioni, in Italia. Al di fuori dell’area strettamente contaminata, a Chernobyl, le agenzie che si occupano di rilevamenti del genere non hanno documentato alcun caso di contaminazione. Il fatto che sul lago di Como, poi, venne registrato il maggior livello di radioattività, fu dovuto a qualche corrente, ai venti che spiravano e che ovviamente possono spingere tale radioattività in un posto piuttosto che in un altro”.

Al momento non esiste alcun pericolo: “Fa specie” dice ancora Battaglia “che le persone si preoccupino di qualcosa che di fatto non esiste e non si parli e non ci si preoccupi piuttosto delle decine di migliaia di morti che ci sono stati pere lo tsunami e il terremoto”. Infine il problema delle piogge acide, che rischio reale hanno e che differenza c’è con la pioggia radioattiva? “Le piogge acide sono causate da due fattori. Uno è quello umano, l’aumento dell’anidride carbonica, degli ossidi di zolfo e in parte minore degli ossidi di azoto. In atmosfera questi valori possono alzarsi, se ci fossero ad esempio centrali che fanno uso di carbone, cosa che in Italia non esiste. Ci sono poi le cause naturali che portano all’emissione nell’atmosfera di tali sostanze tossiche, ad esempio l’eruzione di vulcani, fenomeno di cui l’Italia è interessata in modo molto parziale”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori