LAMPEDUSA/ Bagnasco: gli immigrati sono un problema di tutta l’Europa

- La Redazione

 Il cardinal Angelo Bagnasco interviene sulla situazione a Lampedusa, invitando le autorità a non lasciare i cittadini dell’isola soli in balia degli sbarchi dei clandestini.

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Bagnasco, Foto Ansa

Il cardinal Angelo Bagnasco interviene sulla situazione a Lampedusa, invitando le autorità a non lasciare i cittadini dell’isola soli in balia degli sbarchi dei clandestini.

A Lampedusa la situazione è al limite, sono stati superate le capacità di assorbimento e gli immigrati continuano a sbarcare incessantemente. Il cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Cei e vescovo di Genova, è intervenuto sulla vicenda. Esprimendo, anzitutto, a nome della Chiesa, la «cordiale ammirazione per la generosità e il senso dell’accoglienza che da sempre contraddistingue la popolazione lampedusana». Il capo dei Vescovi italiani ha, poi, chiesto «ai Responsabili un ulteriore sforzo perché, avvalendosi di tutti gli strumenti anche comunitari, si dia sollievo all’isola e ai suoi abitanti che non devono infatti sentirsi soli» nel far fronte alla nuova ed ennesima situazione drammatica legata agli sbarchi di clandestini.

Ora, infatti, «gli immigrati superano ormai la popolazione locale determinando involontariamente una condizione di generalizzato, profondo disagio». Tale situazione determina, tra gli effetti negativi, il fatto che «l’attività lavorativa della piccola comunità rischia di finire seriamente compromessa, tra le crescenti preoccupazioni delle famiglie». Bagnasco ha, inoltre, fatto presente che gli sbarchi di clandestini nella piccola isola «riguardano l’Italia alla stessa stregua in cui riguardano l’Europa, di cui siamo parte: i confini costieri della prima infatti coincidono con i confini meridionali della seconda».

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L’emergenza, quindi, è comunitaria, deve essere affrontata nell’ottica della destinazione di «risorse per uno sforzo di sviluppo straordinario, che non potrà non raccogliere poi benefici in termini di sicurezza complessiva». L’arcivescovo del capoluogo ligure ha, poi, ricordato come l’intero Vecchio Continente sia «non da oggi in debito verso l’Africa, e deve ora operare per non rendere fallimentari gli sforzi di questi popoli in cammino verso approdi più democratici e rispettosi dei diritti dell’uomo».

 

Il capo de vescovi ha, infine, spiegato che «bisogna avere l’intelligenza della storia, e un senso del dovere commisurato alla svolta in atto al fine di corrispondere immediatamente alle sfide in maniera concreta e attraverso misure confacenti».

 

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