LAMPEDUSA/ Emergenza profughi, sono 7mila, condizioni igieniche a rischio

- La Redazione

La situazione drammatica di Lampedusa dove ormai sono ammassati circa 7mila clandestini. Il governatore della Sicilia lancia l’allarme, isola in ginocchio, il governo deve intervenire

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Foto Ansa

Non si arresta lo sbarco di profughi nell’isola italiana di Lampedusa. Solo nelle ultime 24 ore ne sarebbero arrivati 1.933. E la cifra complessiva sarebbe adesso di 7mila persone: tenendo conto che in tutta l’isola ci vivono 6mila persone, è chiaro che la situazione è ormai al collasso. Le condizioni igieniche sono gravi e precarie e se non c’è rischio di epidemie, il disagio per tutti è totale.

Poco fa è stato poi segnalato un ennesimo scafo in difficoltà a circa sette miglia dalle coste dell’isola. Tre motovedette della guardia costiera stanno cercando di raggiungerlo per mettere in salvo le persone a bordo, sembra circa 300. Il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo ha lanciato un drammatico grido, l’isola è distrutta. Lombardo ha chiesto a Berlusconi un consiglio dei ministri straordinario per affrontare la situazione. Il governatore chiede navi civili e militari su cui mandare gli immigrati, identificarli, provvedere al rimpatrio o alla concessione di status di rifugiato se se ne hanno i titoli. Al momento, prosegue Lombardo, l’isola di Lampedusa per le strutture che ha può ospitare solo 800 persone. Intanto a livello di maggioranza si registra la presa di posizione della Lega che ha chiesto il blocco navale davanti alla Libia e ha contestato la proposta del ministro Frattini di dare 1500 euro a ogni immigrato che accetti di tornare nella propria patria.

E mentre il ministro Maroni minaccia le regioni che non vogliono prendere la quota stabilita di immigrati che è stata decisa, dicendo che saranno obbligati a farlo, Napolitano chiede che non si facciano reazioni sbrigative davanti all’emergenza: Proprio perché c’è stata un’accelerazione, che  nel giro di vent’anni ci ha fatto passare da una quota minima di immigrati ad una presenza pari al 7 per cento della popolazione, e quindi ci sono state delle scosse dal punto di vista sociale e psicologico, bisogna governarle».

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