YARA GAMBIRASIO/ Messaggi su Wikipedia e Facebook: mitomani o testimoni?

- La Redazione

Un messaggio in codice in cui si afferma di sapere dove si trova il corpo di Yara Gambirasio. E’ stato pubblicato su Wikipedia 17 giorni prima del ritrovamento del cadavere

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Foto Ansa

Un messaggio in codice in cui si afferma di sapere dove si trova il corpo di Yara Gambirasio. E’ stato pubblicato su Wikipedia, all’interno della trama del film «Vesna va veloce», il 9 febbraio scorso, 17 giorni prima del ritrovamento del cadavere nei boschi di Chignolo d’Isola, in provincia di Bergamo.

LA FRASE IN CODICE – Ovviamente potrebbe trattarsi di mitomani, oltre che dello scherzo di qualche persona che ha del tempo da perdere. Fatto sta che la Polizia postale di Bergamo sta indagando per capire chi si nasconda dietro questa strana vicenda. Un utente del web ha notato che nel testo, apparentemente normale, era presente un messaggio particolare, che si notava isolando alcune parole che non avevano nulla a che fare con la recensione. La frase che emerge è infatti: «So dove si trova il corpo di Yara contattate il numero 3…» e poi le cifre dell’utenza telefonica di un cellulare. Il testo con il messaggio in codice è già stato rimosso da Wikipedia, sostituito da quello con la normale trama del film. Chi ha segnalato la scoperta alla Polizia postale si chiama Nicola P. e fa lo psicologo.

«L’HO SCOPERTA PER CASO» – Come racconta al sito Blitz Quotidiano, «è stata una cosa del tutto casuale. Stavo cercando su Google il significato di un nome per mia figlia, Vesna, appunto, e mi sono comparsi due link, il secondo dei quali era alla pagina di Wikipedia. Leggendo il testo ho trovato queste parole che sembravano dei refusi ma quando è apparsa anche la parola Yara mi sono insospettito, li ho messi insieme ed è venuta fuori una frase. A quel punto ho avvisato la polizia». La pagina che conteneva la frase nascosta si trovava nel capitolo relativo alla trama del film.

VESNA E YARA? SIGNIFICANO PRIMAVERA – «Vesna va veloce» è una pellicola del 1996, del regista Carlo Mazzacurati, che narra la storia di una ragazza cecoslovacca coinvolta in una vicenda di prostituzione. Il nome Vesna, di origine slava, ha tra l’altro un’attinenza con quello di Yara in quanto entrambi significherebbero «primavera». Il sito web del quotidiano Libero ha però fatto in tempo a pubblicarlo in forma integrale (eliminando solo il numero di cellulare). Lo riportiamo nella pagina seguente, con le parole della frase in codice in grassetto e corsivo.

IL TESTO INTEGRALE RIMOSSO DA WIKIPEDIA – Ecco il testo integrale con la trama del film «Vesna va veloce», al cui interno è stato inserito il messaggio in codice sul corpo di Yara: «Vesna (Tereza Zajickova) è una ragazza cecoslovacca arrivata in Italia con un pullman turistico. Dopo aver deciso di abbandonare i suoi connazionali e restare in Italia, totalmente priva di denaro, inizia una serie di travers…ie che la portano a darsi alla prostituzione per sopravvivere. L’incontro con Antonio (Antonio Albanese) darà una svolta alla sua vita. Antonio la cura e la accudisce quando Vesna viene ferita con un coltello da un protettore che le ruba soldi e passaporto. A casa di Antonio, Vesna conosce la serenità e nasce un sentimento molto bello fra i due, ma il passato di lei continua a essere un ostacolo. Antonio non si fida, è innamorato, ma la reticenza di Vesna sulla sua origine lo porta a pensare che i sentimenti di lei non siano sinceri. Prende così a trattarla male.

 

Quindi so Vesna decide di partire per Milano dove e in una lettera ad una si sua amica scrive: “Le persone che ti vogliono bene trova vogliono tenerti vicino il a loro e finiscono per farti soffrire”. Antonio corpo si offre di accompagnarla a Milano, ma durante il viaggio hanno un incidente di auto e Vesna, senza documenti, viene accompagnata a Firenze per essere poi rimpatriata. Durante di yara il viaggio però, approfittando contattate di una sosta e della distrazione dei carabinieri, Vesna riesce a scappare lanciandosi di corsa sull’autostrada. La sua corsa il numero causa un grave incidente, la scena successiva lascia intuire che la ragazza sia stata investita e uccisa da un Tir. L’ultima inquadratura però la mostra che corre nella campagna innevata, lasciando allo spettatore la decisione di ritenere se la fuga sia riuscita o se Vesna, tre solo dopo la morte, sia finalmente libera».

MARTA CASILE SU FACEBOOK – E come se non bastasse, un secondo giallo relativo al caso Yara riguarda Facebook. La procura di Bergamo sentirà infatti l’utente che su Facebook si è registrato come «Marta Casile» e afferma di essere un’amica di Yara in un post del 28 febbraio in cui rivela che «a Brembate ci conosciamo tutti e tutti conoscono noi» e che «questo ci fa ancora più paura». E aggiungeva due giorni dopo il ritrovamento del cadavere: «Lui, lui, lui, ancora lui… Quante bugie. Sto vedendo Matrix, possibile che non capiscano? Cucciola, oggi per la rabbia e la paura stavo facendo una brutta cosa, scusami ti prego tata, perdonami è che sono anche stanca, stanca. Ora vado a nanna tata mia col tuo cuscino di Kitty tra le braccia, tu restami accanto se puoi e manda un bacio a mamma, papà e ai tuoi fratellini. Vita mi manchi ogni istante di più. Dolce notte Yara». Ad alimentare i sospetti il fatto che però, come scrive Il Giornale, a Brembate non esiste nessuna Marta Casile. Tanto che, prima ancora che alcuni giornali pubblicassero i suoi messaggi, i pm della Procura di Bergamo avevano già iniziato a indagare sulla vicenda per scoprire che cosa ci fosse dietro. I magistrati, tramite la Polizia postale, hanno inviato alla società Facebook la richiesta di conoscere la vera identità di Marta Casile, allo scopo di interrogare chi si cela dietro a questo nome.

LE INDAGINI DELLA POLIZIA POSTALE – Gli investigatori intendono capire se si tratti di una persona che possa fornire realmente elementi utili alle indagini oppure se è qualcuno che vuole speculare sulla morte di Yara Gambirasio. Un utente, Kate, che si definisce una «mamma», chiede ai giovani «di rimanere uniti quando uscite» e «di non dare retta a nessuno anche se lo conoscete». Marta Casile le risponde che Yara era «la mia migliore amica», affermando: «Kate…qui ci conosciamo tutti….e tutti conoscono noi…Brembate come Gorle è un piccolo paesino…e questo ci fa ancora più paura…». La richiesta degli investigatori italiani, che dovrebbe essere accolta da Facebook (che ha sede a Palo Alto, in California) nelle prossime ore, non riguarderebbe soltanto Marta Casile, ma anche altre persone che sui gruppi sorti dopo la scomparsa di Yara hanno postato messaggi contenenti notizie sulla ragazzina. Gruppi shock che sono già stati chiusi dalla Polizia postale, che sta monitorando tutte le pagine di Facebook che riguardano la vicenda della tredicenne di Brembate.

 

(Pietro Vernizzi)

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