YARA GAMBIRASIO/ Si indaga su Facebook

- La Redazione

I risultati dell’autopsia sul corpo di Yara Gambirasio non sono ancora stati resi noti, circolano comunque alcune voci. Si indaga anche su Facebook. Ipotesi strangolamento

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Uno dei tanti momenti di preghiera per Yara Gambirasio

I risultati dell’autopsia sul corpo di Yara Gambirasio non sono ancora stati resi noti, circolano comunque alcune voci. Ieri si era parlato di morte per soffocamento e non per colpi di coltello come si diceva inizialmente. Oggi spunta invece l’ipotesi punteruolo.

Con tale arma non sarebbero comunque state inferte ferite tali da determinare il decesso della ragazza, per cui l’ipotesi dello strangolamento (probabilmente dettato da un raptus dovuto al tentativo di Yara di difendersi dalla violenza sessuale) resta ancora la più plausibile causa di morte. Sospetti poi su come sia avvenuto il crimine: le ferite da taglio sul corpo non trovano corrispondenza con eventuali lacerazioni dei vestiti, il che fa sospettare che Yara fosse stata nuda quando è stata assassinata. Sul fronte delle indagini invece si aprono nuovi scenari. Alla polizia postale infatti sono arrivate negli ultimi giorni alcune segnalazioni, sembra alquanto numerose, da parte di utenti.

Tutte segnalano messaggi e informazioni comparse in Rete, si indaga specialmente sul social network di Facebook dove una sedicente amica di Yara, una certa Marta, ha scritto: “A Brembate ci conosciamo tutti e tutti conoscono noi: questo ci fa ancora più paura”. Su Wikipedia, poi, l’«enciclopedia libera» di Internet, alla quale chiunque può contribuire è stato scoperto che qualcuno ha inserito, nella pagina della recensione del film «Vesna va veloce», una specie di messaggio in codice: parole sparse qua e là nel testo, che formano la frase «So dov’è il corpo di Yara contattate il numero…», seguite appunto da un recapito cellulare. Se n’è accorto un utente che stava casualmente leggendo la trama del film. Gli inquirenti sono scettici che si tratti di persone che realmente hanno a che fare con il caso Yara.

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