VENEZIA/ Il sacerdote: no alla bandiera di San Marco sul feretro del 67enne leghista

- La Redazione

Al feretro di Luigi Sartorelli, convinto militante leghista, è stato impedito di entrare in chiesa avvolto nella bandiera con il Leone di San Marco, simbolo della città di Venezia.

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Immagine d'archivio

Al feretro di Luigi Sartorelli, convinto militante leghista, è stato impedito di entrare in chiesa avvolto nella bandiera con il Leone di San Marco, simbolo della città di Venezia.

Il parroco della chiesa Santa Maria di Lourdes in via Piave, a Mestre,è stato inamovibile: nessun simbolo politico all’interno delle sacre mura. E ha proibito severamente di ornare il feretro di Luigi Sartorelli con la bandiera di San Marco, vessillo di Venezia. Sartorelli aveva militato per vent’anni nel carroccio ed esser seppellito con la bandiera della capitale veneta era stato il suo ultimo desiderio.

Don Renato Mazzuia, vedendo la bara così ornata, avrebbe detto: «Con quella bandiera lì sopra, non lo benedico neppure». Solo dopo un diverbio con i familiari e alcuni uomini del Carroccio e dopo che dalla bara il drappo è stato tolto, il sacerdote ha consentito al corteo funebre di entrare in chiesa. «Abbiamo evitato di portare con noi le bandiere del partito che pure gli avrebbero fatto piacere, proprio perché abbiamo pensato che potessero essere strumentalizzate e potesse nascerne qualche polemica spiacevole», ha dichiarato rammaricato Alessandro Vianello, attuale segretario cittadino.

«Il punto – ha continuato polemico – è che il leone di San Marco non è il simbolo della Lega Nord ma quello del Veneto dunque non si capisce dove sia il problema». Gli amici  amici di Luigi, in ogni caso, una volta che la bara è uscita dalla chiesa,  non hanno rinunciato ad accoglierla accolto schierati con le bandiere del Veneto sollevate al cielo. Per fargli ombra, col leone di San Marco. Come avrebbe voluto, per il suo ultimo viaggio.



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