SANTO DEL GIORNO/ 26 aprile 2011: santi Guglielmo e Pellegrino patroni di Foggia

- La Redazione

Santo del giorno di oggi martedì 26 aprile 2011: santi Guglielmo e Pellegrino patroni di Foggia. Le loro ossa sono tuttora conservate in un’urna nella Chiesa Cattedrale di Foggia

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-Si celebrano oggi come santi del giorno i Santi Guglielmo e Pellegrino, patroni di Foggia. Le loro ossa sono tuttora conservate in un’urna nella Chiesa Cattedrale di Foggia. La loro storia ci viene raccontata dal Canonico Manerba nel libro “Memorie della città di Foggia”: in questo testo vengono descritti come abitanti della città di Antiochia ove San Guglielmo amministrava i suoi beni. Pellegrino era l’unico figlio di San Guglielmo: il piccolo fin da tenera età si mostrò un fervente cristiano,  al punto che, nonostante le insistenze del padre, abbandonato ogni agio, andò in pellegrinaggio in Terra Santa. Una volta giunto a Gerusalemme vi abitò a lungo e servì in un ospedale.
Suo padre, preoccupato per l’unico figlio, cercava invano di avere sue notizie, finché decise di andare lui stesso a Gerusalemme, nonostante fosse in età avanzata. In Terra Santa però si ammalò e venne ricoverato proprio nello stesso ospedale dove il figlio prestava la sua opera.
A questo punto, racconta Manerba, mentre il padre non riconobbe il figlio, Pellegrino pur riconoscendo il genitore, non volle rivelarsi al padre, per non venir meno alla sua missione. Un giorno però, mentre cresceva il dolore dell’uno e dell’altro, e san Guglielmo era ormai in punto di morte, san Pellegrino decise di manifestarsi a lui. Questo fatto fu occasione perché san Guglielmo recuperasse le forze perdute e convinto della strada che aveva tanto desiderato e quindi intrapreso suo figlio, non solo l’accettò, ma decise anche di seguirlo.

Sempre secondo il racconto, una volta tornati ad Antiochia i santi Guglielmo e Pellegrino donarono tutti i loro beni ai poveri e intrapresero un lungo viaggio che li portò anche in Italia. Sbarcati a Brindisi, visitarono il Santuario di San Nicola di Bari, quello di San Michele sul Gargano, quello dell’Incoronata e per ultimo quello della Iconavetere di Foggia. A questo punto avvennero dei fatti miracolosi e si concluse la loro esistenza terrena: dopo che ebbero venerato la Iconavetere i due si abbracciarono e così furono rapiti, mentre avvenivano prodigi. Infatti, prima il padre veniva mutato nel figlio e viceversa, poi dal bastone dei pellegrini germogliarono dei ramoscelli. Era il 26 Aprile dell’anno 1146.

(Fonte. Manganofoggia.it)

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