CARMELA MELANIA REA/ Sono tre i sospettati dell’omicidio. Potrebbe essere stata uccisa altrove

Nell’automobile del marito di Melania Rea, la donna di 29 anni trovata morta in un bosco il 20 aprile, a 2 giorni dalla scomparsa, sono state ritrovate tracce di sangue.

28.04.2011 - La Redazione
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Foto Ansa

Nell’automobile del marito di Melania Rea, la donna di 29 anni trovata morta in un bosco il 20 aprile, a 2 giorni dalla scomparsa, sono state ritrovate tracce di sangue.

Un indizio da poco rilevato potrebbe portare alla verità sulla morte di Carmela Rea, detta Melania, la mamma 29enne ritrovata a due giorni di distanza dalla sua scomparsa, a Colle San Marzo, senza vita e colpita da numerose coltellate. Il suo cadavere era stato rinvenuto in una zona boscosa a 18 chilometri dal luogo in cui era stata vista per l’ultima volta. Sul corpo straziato dai fendenti, l’assassino aveva inciso anche delle svastiche. Ora nell’auto del marito, Salvatore Parolisi, 30 anni, caporal maggiore e istruttore delle donne soldato della caserma di Ascoli, sono state trovate piccole tracce di sangue, nel sedile davanti del passeggero. Questo pomeriggio saranno esaminate dai Ris con altri reperti rinvenuti sul luogo del delitto: il cellulare della donna, la siringa che gli ha trapassato il collo e il laccio emostatico. Saranno esaminati anche i pantaloncini corti e la maglia che il marito indossava quel giorno. Gli inquirenti dovranno anche chiarire il significato di una frase pronunciata dall’uomo che aveva riferito di avere avuto con la moglie un momento di intimità, dieci giorni prima della scomparsa, proprio nel boschetto in cui l’hanno uccisa. Oltre che sul marito, l’attenzione degli inquirenti si concentra anche  due suoi amici, una guardia carceraria e un operaio, entra vicini di casa della donna. 

Nessuno dei tre è indagato, anche se la loro presenza sul Colle al momento della scomparsa sarebbe stata confermata mentre non è ancora nota cosa sia avvenuto nei 50 minuti che sono intercorsi tra la scomparsa e il momento in cui il marito si è recato a chiedere informazioni. Pare che l’alibi della guardia carceraria sia fragile e che il suo comportamento nel corso delle ricerche abbia suscitato qualche sospetto. Neanche l’altro vicino di casa, inoltre, sarebbe stato in grado di fornire spiegazioni convincenti su cosa abbia fatto nelle tre ore successive alla scomparsa. L’operaio, in particolare, sarebbe stato visto accarezzare la gambe della donna durante la festa di Carnevale del Paese. A complicare le indagini, il fatto che i cani molecolari hanno ritrovato tracce della donna a borgo di Colle, poco lontano dal boschetto. Potrebbe esser stata uccisa lì e, successivamente, trasportata nella zona del ritrovamento.  




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