SANTO DEL GIORNO/ 2 maggio 2011: sant’Atanasio vescovo

- La Redazione

Santo del giorno di oggi 2 maggio 2011: sant’Atanasio vescovo. Padre e Dottore della Chiesa fu nomintao vescovo di Alessandria ma si trovo a combattere duramente l’arianesimo

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Santo del giorno di oggi 2 maggio 2011: sant’Atanasio vescovo – Sant’Atanasio, che viene ricordato oggi come santo del giorno, fu Padre e Dottore della Chiesa e uno dei più grandi difensori dell’ortodossia, dopo il concilio di Nicea, contro l’arianesimo e altre eresie. Per questo è anche il più celebre dei vescovi alessandrini. Secondo l’arianesimo, infatti, il Verbo sarebbe un essere di una sostanza diversa da quella del Padre e un semplice intermediario tra Dio e il mondo, in questo modo viene negato il mistero della SS. Trinità.
S. Atanasio nacque verso il 295 ad Alessandria d’Egitto da genitori cristiani; questi si preoccuparono che l’educazione del giglio avvenisse secondo i canoni classici. Da govane Sant’Antonio divenne discepolo di S. Antonio, si consacrò quindi al servizio della Chiesa. Nel 325 accompagnò come diacono e segretario il suo vescovo Alessandro al Concilio di Nicea radunato dall’imperatore Costantino, nel quale fu definita la consostanzialità del Figlio con il Padre, contro quini la dottrina ariana. Nel 320 gli alessandrini vollero Sant’Atanasio come loro pastore. Tuttavia da allora ebbe inizio per sant’Atanasio una vera e propria persecuzione, tra gli scismi creati da Ario e da Melezio di Licopoli. Vittima di intrighi, si trovava da una parte contro il clero ariano capeggiato da Eusebio di Cesarea, dall’altra i meleziani che lo accusavano falsamente presso Costantino. Sant’Atanasio riuscì inizialmente ad aver ragione, poi quando Ario sottoscrisse una formula di fede equivoca che venne fatta accettare da Costantino, ma rifiutata da sant’Atanasio, quest’ultimo venne deposto dal concilio di Tiro (335) e relegato a Treviri, nelle Gallie, dove rimase fino alla morte dell’imperatore (337).

Sant’Atanasio riuscì a tornare, ma fu di nuovo osteggiato dagli ariani che gli contrapposero un altro vescovo di Alessandria. Nella Pasqua del 345 si recò ad Aquileia presso Costante, imperatore d’occidente, che gli ottenne dal fratello Costanzo il permesso di tornare alla sua sede dopo la morte del vescovo intruso (345).
Dopo un periodo finalmente tranquillo di un decennio, alla morte del suo protettore Costante (350) e del papa Giulio I (352), tuttavia i nemici di Atanasio riuscirono ancora a sollevargli contro anche l’episcopato d’Occidente nel Concilio di Arles (354) e in quello di Milano (355). A questo punto Sant’Atanasio fuggì nel deserto, dove i monaci per otto anni lo sottrassero con cura a tutte le ricerche. Dalla solitudine egli continuò a governare la sua chiesa e scrisse i Discorsi contro gli Ariani. Dopo la morte di Costanzo, nel 362 Sant’Atanasio ritornò nella propria sede vescovile e ristabilire l’ortodossia nicena e combattere l’arianesimo ufficiale.

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