Carmela Melania Rea: spunta un nuovo testimone

- La Redazione

Il quadro si complica: nelle indagini sull’omicidio di Carmela Melania Rea, scomparsa ad Ascoli Piceno il 18 aprile e ritrovata morta due giorni dopo, spunta un nuovo testimone.

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Foto Ansa

Il quadro si fa ancor più intricato: nelle indagini sull’omicidio di Carmela Melania Rea, la 29enne scomparsa ad Ascoli Piceno il 18 aprile e ritrovata trafitta da 37 coltellate due giorni dopo in un boschetto a Ripe di Civitella (Teramo), spunta un nuovo testimone che afferma: «Melania Rea era sul Colle San Marco con il marito e la figlioletta nel pomeriggio del 18 aprile. Poi ha litigato con il coniuge e si è allontanata». Stando al racconto, «poco dopo, sul vialetto del Pianoro del Colle è salita su un auto che aveva a bordo forse tre persone, tra cui un uomo e due donne». Le parole sarebbero le prime a confermare la versione del marito, l’addestratore di reclute femminili, il Caporal Maggiore Salvatore Parolisi. Tali  affermazioni coinciderebbero con la ricostruzione dei fatti fornita dal militare. Tuttavia, devono essere ancora confermate dagli inquirenti.  Nel frattempo, le indagini si stanno focalizzando sulla caserma del 235/o Rav Piceno, dove il marito lavora e alla quale tornerà a breve, terminata la vicenda per gravissimi motivi familiari. Ascoltando i vari testimoni, gli investigatori si sarebbero fatti un’idea abbastanza chiara di che cosa Parolisi abbia fatta nelle ore della scomparsa della moglie e in quelle successive;  il 19, in particolare, non partecipò alla ricerche. Pare, infatti, che quel giorno fosse opinione comune tra amici e conoscenti di Melania che la donna si fosse allontanata volontariamente. Quel giorno Parolisi tornò in caserma, dove vi stette diverse ore. Cosa fece in quei momenti, non è stato reso noto. Gli investigatori lo avrebbero ricostruito. Ma, ai fini della risoluzione dell’enigma, hanno ritenuto opportuno mantenere il riserbo. Cosa avvenne in quelle ore, infatti, sarebbe determinante. Tra gli elementi sui quali si sta concentrando le analisi di laboratorio, le tracce di pneumatici ritrovate accanto al corpo di Melania. Ieri, inoltre, passando al setaccio la zona nei pressi del corpo sono stati ritrovati un paio di Jeans e una maglietta, che potrebbero essere legati all’assassinio. Parolisi, dal canto suo, ha nominato due avvocati, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, che lo assisteranno in qualità di persona offesa nell’inchiesta. 

«Salvatore sta vivendo una situazione drammatica», e subendo un «linciaggio mediatico», hanno detto i legali, assurti agli onori della cronaca per aver difeso Rudy Guede nel processo Meredith e la madre diSarah Scazzi.  «Lui vuole arrivare alla verità sia per Melania, sia per poter dare, un giorno, risposte alla figlia Vittoria», hanno aggiunto. L’uomo, oltre che parte lesa è il principale sospettato e intende rivalutare la propria immagine ma non solo: è stato nominato, infatti, anche un medico legale come consulente di parte un medico. Si tratta di Lorenzo Varetto, noto per essersi occupato dei delitti di Cogne e Garlasco. 



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