SCALATA ANTONVENETA/ Antonio Fazio condannato a 4 anni

- La Redazione

L’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio è stato condannato a 4 mesi di reclusione per aggiotaggio nell’ambito della vicenda legata alla tentata scalata di Antonveneta

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Foto: Imagoeconomica

CONDANNATO ANTONIO FAZIO – L’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio è stato condannato a 4 mesi di reclusione per aggiotaggio nell’ambito della vicenda legata alla tentata scalata di Antonveneta da parte di Bpl. La sentenza è stata emessa dai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Milano. Fazio venne coinvolto nell’inchiesta dopo l’intercettazione di una sua telefonata, nella notte tra l’11 e il 12 luglio 2005, quando anticipò all’ad della banca Popolare di Lodi (poi Bpi), Giampiero Fiorani, l’ok di Bankitalia all’Opa su Antonveneta che avrebbe messo fuori dai giochi gli olandesi dell’Abn Amro; a loro, infatti, il via libera, rispetto alla celerità con cui fu dato alla banca lodigiana, tardava ad arrivare e Fiorani ebbe informazioni privilegiate. Anche l’ex ad dell’istituto di Lodi è stato condannato. Per lui la pena è di un anno e otto mesi. Nell’ambito della medesima vicenda sono stati condannati, con accuse a vario titolo, l’ex presidente di Unipol, Giovanni Consorte, (3 anni di reclusione), il suo vice, Ivano Sacchetti (3 anni), il senatore del Pdl, Luigi Grillo, (2 anni e 8 mesi), l’imprenditore Luigi Zunino, (2 anni e 8 mesi). Il capo della vigilanza di Bankitalia Francesco Frasca, infine, è stato infine assolto «per non aver commesso il fatto». A Fazio sono state inflitte anche diverse pene accessorie: dovrà risarcire 1,5 milioni di euro, è stato interdetto per 5 anni dai pubblici uffici, e non potrà, per due anni contrattare con la pubblica amministrazione. Si tratta della prima volta che un ex governatore della Banca d’Italia viene condannato in sede legale.

«È una sentenza che riteniamo ingiusta nel merito e nelle dimensioni e che, per certi aspetti, ci sconcerta» ha commentato Roberto Borgogno, legale di Fazio. L’avvocato, annunciando il ricorso in appello, ha aggiunto., «la sentenza dovrà essere rivista; hanno pesato evidentemente le dichiarazioni di Fiorani che, però, in questo processo ha rivelato tutta la sua piena inattendibilità».



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