CAMERA/ La classifica sul lato B delle parlamentari fa infuriare la Mussolini

- La Redazione

Una goliardata che va avanti da tempo, di cui già in passato i giornali ne han dato riscontro; ma che rischia di diventare un caso per la sfacciataggine di uno dei suoi autori.

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Foto Ansa

Una goliardata che va avanti da tempo, di cui già in passato i giornali ne han dato riscontro; ma che rischia di diventare un caso per la sfacciataggine di uno dei suoi autori.

In pratica, i deputati del Pdl, tra di loro hanno stilato una singolare classifica: quella del lato B delle onorevoli del partito di Berlusconi. La realizzazione della top ten è stato scoperta da Alessandra Mussolini. La quale pare non l’abbia presa tropo bene. Almeno, a quanto si evince dal dialogo, riportato da Repubblica, tra lei e la collega del Pd Paolo Concia. Le due sono appena uscite dalla Commissione giustizia. La Mussolini, furibonda, dice alla Concia: «Tu non crederai a cosa è accaduto. In Transatlantico mi ferma Giancarlo Mazzuca e mi chiede “ma tu vuoi essere inserita al quinto posto della nostra classifica? sai… ne scriverò su Panorama”. E io a lui, ingenua, “classifica? di chi ha presentato più disegni di legge?” e lui “disegni di legge? macché… io sto parlando di c…, il tuo sarebbe classificato al quinto posto». La Concia, basita, le chiede ragguaglio. «Ma tu capisci Paola? Una classifica sui c…? A questo lavora il responsabile della comunicazione del Pdl alla Camera? Da pubblicare su Panorama? L’ho lasciato lì e mi sono precipitata da Bonaiuti e da Cicchitto». Il primo, sembra che abbia lasciato intendere che era a conoscenza dell’iniziativa. Il secondo, mostrandosi indignato, avrebbe promesso un deciso intervento. 

La Mussolini, nel frattempo, giura che se esce solo una riga su Panorama, lei ne fa pubblicare un’altra sull’Espresso: «Sai che ho detto a Bonaiuti e a Cicchitto? Che se esce una sola riga di questa roba possono star certi che lo scrivo io un articolo sull’Espresso, ma per fare la “mia” classifica, di quanto è lungo o corto il microchip dei nostri parlamentari. Sai che risate ci facciamo?». Non è finita: «Ho già cominciato a girare per il Transatlantico sollevando il retro della giacca dei miei colleghi, lanciare un’occhiata e dire, “no, questo è troppo piccolo”, oppure “no, questo è troppo piatto”, o ancora “no, no, no, questo è troppo grasso”». 

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