SANTO DEL GIORNO/ 9 giugno 2011: sant’Efrem

- La Redazione

Santo del giorno 9 giugno 2011: sant’Efrem.”Fu il più insigne rappresentante del cristianesimo di lingua siriaca e conciliò in modo unico la vocazione del teologo e quella del poeta”

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Santo del giorno 9 giugno 2011: sant’Efrem – Sant’Efrem, che viene ricordato oggi, fu diacono e dottore della Chiesa. Predicò in Oriente e diffuse grazie ai suoi scritti la teologia cristiana, espressa in forma poetica. Sant’Efrem nacque nel 306 a Nisibi, città della Mesopotamia soggetta a Roma. Intorno ai 18 anni ricevette il Battesimo. Strinse una profonda amicizia nella fede con il vescovo della città, Giacomo (santo, ricordato il 15 luglio), con il quale mise in piedi e guidò la scuola di teologia. Fu quindi ordinato diacono prima del 338 dal vescovo Giacomo (303-338), visse e operò a Nisibi fino alla conquista persiana: dedicò la sua vita alle predicazione e all’insegnamento ma anche alla vita ascetica. Infine sant’Efrem si ritirò gli ultimi anni presso Edessa dove morì il 9 giugno dell’anno 373, contraendo la peste mentre prestava cura ai malati.
Sant’Efrem ci testimonia quanto fosse viva la Chiesa in oriente, grazie soprattutto alla testimonianza che è arrivata fino a noi delle opere in lingua siriaca, testi teologici in forma poetica,  dove un’attenzione del tutto particolare è dedicata alla figura di Maria. Così Benedetto XVI ha ricordato Sant’Efrem nella Catechesi all’udienza generale di mercoledì 28 novembre 2007

Egli fu il più insigne rappresentante del cristianesimo di lingua siriaca e riuscì a conciliare in modo unico la vocazione del teologo e quella del poeta. Non si sa con certezza se era monaco, ma in ogni caso è sicuro che è rimasto diacono per tutta la sua vita e che ha abbracciato la verginità e la povertà.


Così appare nella specificità della sua espressione culturale la comune e fondamentale identità cristiana: la fede, la speranza – questa speranza che permette di vivere povero e casto nel mondo, ponendo ogni aspettativa nel Signore – e infine la carità, fino al dono di se stesso nella cura degli ammalati di peste.
La poesia gli permette di approfondire la riflessione teologica attraverso paradossi e immagini. Nello stesso tempo la sua teologia diventa liturgia, diventa musica: egli era infatti un grande compositore, un musicista. Teologia, riflessione sulla fede, poesia, canto, lode di Dio vanno insieme; ed è proprio in questo carattere liturgico che nella teologia di Efrem appare con limpidezza la verità divina. Nella sua ricerca di Dio, nel suo fare teologia, egli segue il cammino del paradosso e del simbolo. Le immagini contrapposte sono da lui largamente privilegiate, perché gli servono per sottolineare il mistero di Dio
”.

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