MAFIA/ Chiesto il rinvio a giudizio per il ministro Romano

- La Redazione

I Pm di Matteo e De Francisci hanno depositato questa mattina la richiesta di rinvio a giudizio per il ministro dell’Agricoltura Saverio con l’accusa di associazione mafiosa

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Saverio Romano - Foto Ansa

I Pm di Matteo e De Francisci hanno depositato questa mattina la richiesta di rinvio a giudizio per il ministro dell’Agricoltura Saverio con l’accusa di associazione mafiosa. Quattro giorni fa il Gip di Palermo aveva deciso di rigettare la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura. Il giudice per l’udienza preliminare dovrà stabilire, a questo punto, se procedere con il processo o proscioglierlo. «Non intendo commentare un atto al quale la Procura di Palermo è stata obbligata dopo 8 anni di indagini e due richieste di archiviazione. Continuo a non comprendere come non ci si scandalizzi invece di un corto circuito istituzionale e giudiziario che riguarda chi da un lato ha condotto le indagini e chi dall’altro le ha severamente sanzionate» è stato il commento del ministro. Secondo i magistrati, come hanno scritto nella richiesta di rinvio a giudizio, Romano, in qualità di esponente di rilievo, «prima della Dc e poi del Ccd e Cdu e, dopo il 13 maggio 2001, di parlamentare nazionale» avrebbe contribuito al rafforzamento di Cosa nostra, un rafforzamento effettivo ed effettuato con consapevolezza. La strategia usata sarebbe antica: rapporti e favori in cambio di sostegno elettorale. Secondo l’accusa, i suoi interlocutori privilegiati sarebbero stati personaggi di alto rango all’interno dell’associazione mafiosa quali Angelo Siino, Giuseppe Guttadauro, Domenico Miceli, Antonino Mandalà e Francesco Campanella.

 Il Gip Giuliano Castiglia, rifiutando la richiesta della Procura di archiviare il caso, per la secondo volta in otto anni, ha spiegato che Romano, «per almeno due decenni ha mantenuto una condotta di consapevole apertura e disponibilità nei riguardi di esponenti anche di assoluto rilievo di Cosa nostra». Tra le accuse specifiche, avrebbe favorito l’organizzazione dando, alle Regionali del 2001,  l’appoggio ad alcune candidature di uomini di Cosa nostra.

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