NAPOLI/ Camorra, indagato Cesaro, (presidente della Provincia)

- La Redazione

La Dda lo ha inserito nel registro degli indagati con l’accusa di aver intrattenuto dei rapporti con il clan di Francesco Bidognetti per mettere le mani su un affare da 50 milioni

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Foto Ansa

Luigi Cesaro, presidente della provincia di Napoli, è indagato per camorra. La Direzione distrettuale antimafia lo ha inserito nel registro degli indagati con l’accusa di aver intrattenuto dei rapporti con i Casalesi, con il clan di Francesco Bidognetti, in particolare, uno dei cinque che costituiscono la cellula  principale. Lo scopo sarebbe stato quello riuscire ad accaparrarsi un affare immobiliare da 50 milioni di euro. Lo si apprende dall’edizione di oggi del quotidiano Il Mattino firmato da Rosaria Capacchione. Sarebbe stato Michele Santonastaso, per lungo tempo avvocato dei boss e ora agli arresti, a fare il nome del politico del Pdl. Secondo le sue rivelazioni, la famiglia di Cesarao e i Casalesi avrebbero avuto degli interessi comuni nell’affare Pip di Lusciano, piccolo centro in provincia di Caserta. Stando alle accuse, Cesaro avrebbe offerto a Luigi Guida una percentuale maggiore per la realizzazione dei lavori di quella offerta dall’imprenditore Emini. Guida, riporta il Mattino, sarebbe un «camorrista della Sanità che Francesco Bidognetti da Casal di Principe aveva cooptato nel suo clan fino a farlo diventare reggente». Raggiunto dalla notizia, il diretto interessato ha commentato: «Il copione è sempre lo stesso: il processo mediatico prima dell’eventuale comunicazione dovuta dagli organi giudiziari». E ha aggiunto: «Se effettivamente il mio nome fosse coinvolto nell’inchiesta giudiziaria la mia collaborazione con i magistrati, di cui ho assoluta fiducia, sarebbe totale e immediata». ».

Il presidente della Provincia si è detto tranquillo. Prima di tutto per non conoscere i personaggi che lo hanno tirato in causa. Secondo, «mancherebbe il corpo del reato, perché né io né alcun componente della mia famiglia abbiamo portato a termine alcun affare da 50 milioni di euro su terreni resi edificabili a Lusciano

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