AIDS/ Crescono le infezioni in Europa. In Italia 30.000 non sanno di essere malati

- La Redazione

Sull’Aids è stata abbassata la guardia, soprattutto in Europa. È questo l’allarme lanciato dagli esperti riuniti oggi a Roma per la Conferenza Internazionale Ias

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Foto Ansa

Sull’Aids è stata abbassata la guardia, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti. È questo l’allarme lanciato dagli esperti riuniti oggi a Roma per la Conferenza Internazionale dell’International Aids Society. L’assise, che durerà fino a mercoledì e in cui si confronteranno circa 6.000 esperti, farà il punto sulla lotta al terribile virus scoperto proprio 30 anni fa, che a quanto pare passerà sempre più dai farmaci, anche nella prevenzione, dato che potrebbero essere in grado di limitare la trasmissione della malattia.

Secondo i dati presentati oggi, l’Aids continua infatti a colpire molte persone. Nel mondo ci sarebbe un’infezione ogni 6 secondi, per un totale di 7.400 al giorno, di cui circa la metà non viene curata. Ogni ora, quindi, sono circa 200 le morti causate dal virus. Anche in Italia i numeri sul contagio sono da brividi: ce ne sarebbe uno ogni due ore, per un totale di circa 4.000 nuove infezioni ogni anno. Nel nostro Paese le persone malate sarebbero tra le 140.000 e le 165.000, di cui 30.000 non sanno nemmeno di esserlo. Circa il 40% è costituito da donne, che paiono essere sempre più affette.

Secondo Stefano Vella, direttore del dipartimento del farmaco dell’Istituto Superiore di Sanità e copresidente della Conferenza internazionale, bisogna rispondere al virus con un campagna simile a quella svolta negli anni ’50 contro la tubercolosi, attraverso i farmaci, che se presi quando l’infezione è all’inizio aiuta a ridurre drasticamente la quantità di virus presente nell’organismo, facendo calare anche la probabilità di trasmetterlo.

A questo proposito non mancheranno le polemiche riguardo il fatto che il governo italiano non ha ancora versato 160 milioni di dollari al fondo globale per la lotta all’Aids che aveva promesso.

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