CASO RUBY/ Consulta Costituzionale: ammissibile il conflitto di attribuzioni

- La Redazione

La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato sollevato dalla Camera dei deputati nei confronti della Procura della Repubblica

PalazzoGiustiziaMilanoR400
Foto Imagoeconomica

«La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato sollevato dalla Camera dei deputati nei confronti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano e del Gip presso lo stesso Tribunale, a seguito della richiesta di giudizio immediato da parte della Procura e del decreto di giudizio immediato emesso dal Gip nei confronti del Presidente del Consiglio, membro della Camera dei deputati»: é quanto afferma una nota ufficiale del Palazzo della Consulta. La Camera aveva chiesto che tutti gli atti di indagine relativi al caso Ruby e il decreto di giudizio immediato per Berlusconi fossero annullati, sostenendo che il caso fosse di competenza del Tribunale dei ministri e non di quello ordinario. Se Berlusconi, infatti, fece la famosa telefonata in questura, e se in base a quella telefonata fu ipotizzato il reato di concussione, secondo la Camera e la sua difesa agì in veste di presidente del Consiglio, quindi di funzionario pubblico. Altrimenti, non si sarebbe verificato il reato di concussione. E, di conseguenza, la competenza è del Tribunale dei ministri. Se, invece – sostiene ancora la difesa – fece pressione sulla questura in veste di privato cittadino, non si è verificato il reato di concussione e Berlusconi va prosciolto. 

Si tratta, in ogni caso, di un via libera preliminare. Oggi, infatti, è stato deciso che è ammissibile che il conflitto esista, ma non se esiste effettivamente o meno non è stato ancora stabilito. In tal senso la Consulta si esprimerà non prima dell’inverno, quando deciderà se accogliere o meno la richiesta della Camera



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