SANTO DEL GIORNO/ 8 luglio 2011: Santi Aquila e Priscilla martiri

- La Redazione

Santo del giorno 8 luglio 2011: Santi Aquila e Priscilla martiri. Marito e moglie giudeo – cristiani, che san Paolo apostolo aveva molto a cuore, per la loro fede fervente e la loro carità

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Santo del giorno 8 luglio 2011: Santi Aquila e Priscilla martiri – Si festeggiano oggi come santi del giorno i santi Aquila e Priscilla, marito e moglie giudeo – cristiani, che san Paolo apostolo aveva molto a cuore, per la loro fede fervente e la collaborazione alla causa del Vangelo. Sant’Aquila era giudeo e veniva dal Ponto, si spostò a Roma in un periodo non ben determinato, dove incontrò Priscilla e la sposò. I due coniugi ospitarono san Paolo nella loro casa a Corinto, così che l’apostolo si rese subito conto della virtù di questa famiglia. I due poi lo seguirono anche in Siria, fino ad Efeso. Qui si preso a cuore l’istruzione cristiana di Apollo, l’eloquente giudeo – alessandrino, che conosceva molto bene le Scritture, ma aveva perso il nocciolo fondamentale della nuova dottrina cristiana, e ad esempio non comprendeva a fondo il battesimo di Gesù. Aquila e Priscilla fecero sì che venisse battezzato prima di ripartire per Corinto. Non sono certe le loro vicende ulteriori, vengono comunque identificati da alcuni con la vergine e martire romana Prisca, l’una, con qualcuno della gens Acilia, l’altro. I due sarebbero stati martirizzati con la decapitazione.
Uno dei brani della Liturgia delle Ore di oggi, tratto dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I papa, bene si addice alla carità cristiana e alla missione evangelica dei due santi Aquila e Priscilla:
«Tutte le generazioni da Adamo fino al presente sono passate; coloro invece che per grazia di Dio sono trovati perfetti nella carità, restano, ottengono la dimora riservata ai buoni e saranno manifestati al sopraggiungere del regno di Cristo. Sta scritto infatti: Entrate nelle vostre stanze; per un momento anche brevissimo fino a che non sia passata la mia ira e il mio furore. Allora mi ricorderò del giorno favorevole e vi farò sorgere dai vostri sepolcri (cfr. Is 26, 20; Ez 37, 12)».

«Beati noi, o carissimi, se praticheremo i comandamenti del Signore nella concordia della carità, perché per mezzo della carità ci siano rimessi i nostri peccati. È scritto infatti: Beati coloro ai quali sono state rimesse le colpe e perdonata ogni iniquità. Beato l’uomo a cui Dio non imputa alcun male e sulla cui bocca non c’è inganno (cfr. Sal 31, 1).
Questa proclamazione di beatitudine riguarda coloro che Dio ha eletto per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore. A lui la gloria nei secoli dei secoli».



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