SANTO DEL GIORNO/ 9 luglio 2011: santi Agostino Zhao Rong e compagni martiri cinesi

- La Redazione

Santi del giorno 9 luglio 2011: santi Agostino Zhao Rong e compagni martiri cinesi; subirono il martirio per la loro testimonianza cristiana in diverse epoche e luoghi della Cina

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Santi del giorno 9 luglio 2011: santi Agostino Zhao Rong e compagni martiri cinesi – Oggi vengono ricordati come santi del giorno, i santi Agostino Zhao Rong, sacerdote, Pietro Sans i Jordá, vescovo, e compagni martiri, che subirono il martirio per la loro testimonianza cristiana in diverse epoche e luoghi della Cina. La storia della cristianizzazione della Cina è molto complessa, a periodi di relativa pacificazione e di libertà di professare la fede per i cristiani, se ne alternarono altri di cruente persecuzioni, per il timore, coltivato dai settori più tradizionali, che il cristianesimo potesse inficiare i riti cinesi più consolidati e le gerarchie stabilite. Preoccupazione che, del resto, non aveva ragione di esistere, per la capacità del cristianesimo di diffondersi in questa, come in tutte le culture, valorizzandone gli aspetti positivi.
Il Vangelo venne annunciato in Cina nel V secolo e, all’inizio del VII, fu costruita la prima chiesa. Durante la dinastia T’ang (618-907) la comunità dei cristiani fiorì per due secoli. Nel XIII secolo il missionario Giovanni da Montecorvino riuscì ad avere una tale comprensione della cultura cinese, un abbraccio così grande nei confronti della popolazione che lo accolse benevolmente, che si poté dare avvio alla prima missione cattolica nel “Regno di mezzo” con sede vescovile a Beijin.
A partire dalla fine del XVI secolo diversi missionari cattolici furono inviati alla Cina: persone come Matteo Ricci ed altri furono mandati dopo una scelta molto accurata, che tenesse conto oltre che della loro fede e amore, anche delle loro capacità culturali e le loro qualifiche in vari campi della scienza, specialmente dell’astronomia e matematica. Proprio a partire da queste loro conoscenze i missionari cristiani furono apprezzati dagli studiosi cinesi. Iniziarono così delle collaborazioni scientifiche, che aprirono ai missionari cristiani anche le porte della corte imperiali e crearono importanti ponti tra Oriente e Occidente.
Alla fine del XVI secolo ed all’inizio del XVII furono in molti attratti, incuriositi, dalla nuova fede che chiesero di ricevere un’istruzione di cristiana e il Battesimo. La nuova vita cristiana non cancellava però la loro appartenenza culturale cinese.

Il cristianesimo fu visto in quel periodo come una realtà che non si opponeva ai più alti valori delle tradizioni del popolo cinese, ma li arricchiva. Il problema però dei riti cinesi e dei contrasti in questo senso con la nuova fede indusse sempre più sospetti e odio nei confronti dei cristiani. Iniziò quindi la persecuzione, influenzata da quella già in atto nel vicino Giappone, che continuò e continua ancora ai giorni nostri, in maniera ora subdola ora scoperta, più o meno velata. Furono moltissime le vittime, tra missionari e fedeli laici; e vennero distrutte anche molte chiese.
Fu proprio il 15 gennaio 1648 che i Tartari Manciù, avendo invaso la regione del Fujian e dimostrandosi ostili alla religione cristiana, uccisero il Beato Francesco Fernández de Capillas, sacerdote dell’Ordine dei Frati Predicatori, che viene riconosciuto come Protomartire della Cina.

(Fonte: santiebeati)

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