MEETING 2011/ L’esperienza religiosa nell’ebraismo e nel cristianesimo

- La Redazione

Al Meeting di Rimini interviene il rabbino Goshen-Gottstein, fondatore dell’Elijah interfaith Institute dove si studiano i santi di tutte le religioni. La presenza e l’assenza di Dio

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Il rabbino Goshen-Gottstein

Don Ambrogio Pisoni ha introdotto l’incontro che ha visto protagonista il rabbino Goshen-Gottstein, già presente al Meeting di Rimini l’anno scorso. Tema dell’incontro è stato “L’esperienza religiosa nell’ebraismo e nel cristianesimo. Il Meeting incontra Elijah interfaith Institute”. Il rabbino, anche docente universitario, sta attualmente lavorando a un testo di introduzione al giudaismo per uno studente cristiano. “Il mio compito è difficile – ha detto alla platea – perché è arduo raccontare me stesso, le mie esperienze e il mio istituto”. Per Gottstein i diversi percorsi religiosi sono percorsi personali quando sono in rapporto con un tu; impersonali quando hanno come oggetto un “qualcosa d’altro”. L’ebraismo, ha detto, è storia di un accordo tra Dio e l’uomo da cui nasce un rapporto. Oggi, a causa del relativismo, dice ancora il professore, la presenza di Dio con cui instaurare un rapporto è diventata una assenza. “Emblematico è il Muro occidentale conosciuto anche come Muro del Pianto di Gerusalemme, l’unica parte rimasta del tempio, che testimonia un’assenza, cioè una presenza andata perduta, che gli ebrei però cercano di ritrovare”. Quando la fede non è rapporto, dice ancora, allora diventa ideologia. Gottstein ha poi raccontato alcuni episodi personali, ad esempio quando, ogni anno durante il capodanno ebraico, visita la tomba di un rabbino del XIX secolo situata in un piccolo paese dell’Ucraina: “Lui è vivo, con lui ho un rapporto e ne vedo i segni”. Poi racconta come è nato l’Elijah interfaith Institute, una scuola dove si possono studiare i santi delle diverse religioni: ebrei, cristiani, musulmani, indù, buddisti.  “Lo studio dei santi è uno dei diversi progetti dell’Istituto, il cui motivo di esistere è il condividere la saggezza e incoraggiare la pace. La lezione che ho appreso da questo Meeting è venuta dalla figura di Newman che dopo la conversione ha fatto l’esperienza della sua anima e di Dio e ha posto come centrale il suo rapporto con una Persona e la sua amicizia interpersonale e interreligiosa”.

Nel commentare le parole del rabbino, don Pisoni ha detto di essere stato colpito dal tono personale usato e dalla riflessione su presenza e assenza. Il sacerdote ha poi parlato della sua vita di cristiano, dell’incontro con don Giussani. Con quell’incontro “un Altro è venuto a cercarmi e trovarmi, proprio come Andrea e Giovanni trovarono Gesù che chiese loro: ‘Che cosa state cercando?’. Una Presenza che ha detto: ‘Io sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo’”. Concludendo, Pisoni sottolinea come l’incontro con il rabbino Goshen-Gottstein  “è stato segnato da uno sguardo che non era il mio, ma che veniva da un Altro”.



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