TRAGEDIA GIGLIO/ L’ingegnere navale: la dinamica fa pensare all’errore umano

- La Redazione

Per l’ingegnere navale GIOVANNI BIZZARRI, “è impossibile che una nave si discosti di 4 miglia dalla sua rotta normale se ciò non è voluto intenzionalmente dal timoniere”

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Foto: InfoPhoto

“E’ impossibile che una nave si discosti di 4 miglia dalla sua rotta normale se ciò non è voluto intenzionalmente dal timoniere. La Costa Concordia al momento dell’incidente navigava in acque troppo basse, come dimostra lo stesso fatto che dopo la collisione si è coricata su di un lato ma non è andata a fondo”. Lo sostiene Giovanni Bizzarri, ingegnere navale della Azimut Benetti, che analizza da un punto di vista tecnico il naufragio della nave davanti all’Isola del Giglio costato la vita ad almeno tre persone. Secondo l’esperto, sull’imbarcazione da crociera sono presenti il sistema di rilevazione Gps, diversi radar e in caso di avaria del sistema di navigazione automatica, si attiva subito la segnalazione nei confronti dell’equipaggio. Per l’ingegner Bizzarri, “la dinamica dell’incidente è la stessa dell’affondamento del Titanic. Un corpo estraneo ha aperto una falla lunga circa 70 metri, rompendo un numero elevato dei compartimenti stagni che dovrebbero proteggerlo e facendo entrare molta acqua nell’arco di poco tempo”.

Ingegner Bizzarri, la Costa Concordia disponeva di sistemi di navigazione automatica?

La nave è attrezzata per viaggiare sia con la funzione manuale sia con quella automatica. Con la funzione manuale c’è il timoniere che imposta la rotta e la segue. Con la funzione automatica, se il sistema si discosta dalla rotta prestabilita, avverte subito il personale di bordo. O dunque è venuto a mancare questo avviso, oppure è avvenuto un errore umano di valutazione e di impostazione della rotta.

Ritiene possibile che l’incidente sia avvenuto per un’avaria del sistema di navigazione automatica?

Sì, ma è difficilissimo che l’equipaggio non si accorga del guasto. La nave era fuori rotta di quattro miglia, che sono un’enormità in quanto i sistemi virtuali hanno una precisione nell’ordine di qualche metro. Siccome sono sistemi satellitari di rilevazione militare, quando una nave si discosta dal punto stabilito di qualche metro subito segnala la posizione. Le stesse carte nautiche ormai sono estremamente precise.

Secondo il comandante lo spuntone non era segnalato sulla carta nautica …

La cosa mi lascia perplesso. E’ possibile che la roccia non fosse segnalata, ma è altrettanto vero che la nave non avrebbe dovuto trovarsi nel punto in cui è avvenuto l’incidente. Le carte non segnalano mai il singolo spuntone, ma la profondità dei fondali. Lo spuntone si trovava abbastanza vicino al punto in cui la Costa Concordia si trova ora. Il fatto stesso che la nave si sia adagiata su un fianco, e non sia andata a fondo, significa che il fondale è molto basso, spuntone o non spuntone.

 

Secondo lei che cosa è avvenuto realmente?

 

O la nave si trovava nella modalità della guida manuale, e l’equipaggio ha commesso un errore umano, o viaggiava con la guida automatica e il sistema è andato in avaria. Di solito però il dispositivo di navigazione automatica avvisa quando c’è qualcosa che non funziona. Quindi nella seconda ipotesi chi sta in plancia si deve accorgere di quanto sta avvenendo. Anche quando è inserito il sistema automatico, deve infatti esserci sempre qualcuno a bordo che controlla dove la nave e qual è la sua posizione rispetto alla rotta prestabilita.

 

Quindi?

 

E’ possibile che la nave si sia avvicinata alla costa per qualche altro motivo. Per esempio per un’avaria di un altro tipo all’interno della nave. E’ stata ventilata anche l’ipotesi di un guasto all’impianto elettrico, e andrebbe verificato se questo fatto sia avvenuto contestualmente all’incidente o in precedenza, causando il cambiamento di rotta. Un black-out totale potrebbe avere convinto il comandante ad avvicinarsi alla costa. Immagino che la compagnia terrà il massimo riserbo su queste notizie, almeno fino all’avvio di un’inchiesta. Nessun passeggero segnala però un black-out prima dell’incidente. L’impianto elettrico del resto è ultra-ridondato, e i sistemi di sicurezza di queste navi ormai sono talmente elevati che è difficile che si verifichi un’ipotesi di questo tipo.

 

Qual è la strumentazione di bordo della Costa Concordia?

 

Oltre al sistema di posizionamento satellitare (Gps) analogo a quello che funziona sull’automobile, a bordo sono presenti anche diversi radar, la cui precisione è elevatissima. Il sistema di una nave quindi è in grado di accorgesi immediatamente quando si avvicina alla costa più del dovuto. Al momento dell’incidente la nave era così vicina all’isola del Giglio da farmi pensare che si sia trattato di un errore umano. Il fatto di trovarsi in quel punto era voluto intenzionalmente, non lo si può spiegare in altri modi.

 

Voluto intenzionalmente?

La mia idea è questa, è impossibile infatti che uno si scosti di quattro miglia dalla rotta per altri motivi. Volevano intenzionalmente avvicinarsi all’isola. Magari per farla vedere ai passeggeri.

 

Nel momento in cui è avvenuto l’urto, perché il sistema di stabilità del galleggiamento non è riuscito a mantenere in equilibrio la nave?

 

Le navi sono compartimentate, cioè hanno delle paratie trasversali che sezionano la nave in tanti compartimenti stagni. Una nave di quel tipo ha circa 15-18 compartimenti. Grazie a questo sistema se la falla si apre a metà dello scafo non si propaga verso poppa. A un certo punto c’è una paratia che interrompe il flusso dell’acqua e quindi si allaga un compartimento, ma non gli altri. Anche qui i sistemi di sicurezza sono molto elevati.

 

Perché quindi non sono stati sufficienti a evitare l’affondamento della Costa Concordia?

 

Perché l’urto ha aperto uno squarcio longitudinale di 70 metri, allagando un numero elevato di compartimenti. E’ la stessa dinamica avvenuta sul Titanic dopo che la nave è entrata in collisione con un iceberg. E in quelle condizioni la nave va a fondo, non c’è sistema di sicurezza che tenga.

 

Quanto bisogna andare veloci per aprire uno squarcio di 70 metri?

 

Probabilmente la Costa Concordia è stata anche molto sfortunata, perché lo scoglio affiorante ha agito come un “apriscatole” che ha tagliato lo scafo come una scatola di sardine. Quelle navi sono inoltre abbastanza veloci, probabilmente viaggiava intorno ai 20 nodi, cioè a 37 chilometri l’ora.

 

Che cosa ne pensa del modo in cui è avvenuto il salvataggio?

 

L’acqua che ha imbarcato la nave non solo è stata elevata come quantità, ma è entrata anche in poco tempo. A quel punto la gente presa dal panico si è buttata in mare. Ormai le scialuppe di salvataggio sono basate su standard di sicurezza definiti dagli enti navali che controllano periodicamente che tutto sia in regola. Le scialuppe sono presenti su entrambi i lati della nave, e quelle di ciascun lato sono sufficienti a evacuare l’intero equipaggio.

 

(Pietro Vernizzi)

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