AGRITURISMI/ Tra Mantova e Venezia, l’anno nuovo inizia con gusto

- Paolo Massobrio

L’agriturismo Monte Oliveto presso la Madonna dell’Acqua, la PizzOsteria El Magher vicino a Garda: PAOLO MASSOBRIO ci racconta il suo viaggio nell’Italia del gusto, dei borghi, dell’arte

Madonna_MonzambanoR400
La Madonna dell'Acqua di Monzambano
Pubblicità

La Madonna dell’Acqua è sulla strada Festoni di Monzambano, il paese delle colline moreniche, in provincia di Mantova, che tuttavia confina con le province di Brescia e di Verona. È stato il mio saluto la mattina del primo gennaio 2012, appena sveglio dalle camere dell’agriturismo Monte Oliveto, meta scelta per passare l’ultimo dell’anno con gli amici. Una trentina in tutto, in giro per le città d’arte di questo lembo di Nord, per scoprire quanto è bella la nostra Italia: Vicenza, Mantova, Venezia e per me, il 3 di gennaio, anche Ferrara e Firenze. La scelta dell’agriturismo, soprattutto in terra mantovana, è stata una rivelazione, ancor più in quella casa antica, con la chiesetta di fronte dove la sera del 31 abbiamo recitato il Te Deum.
E quante immagini di piacevole accoglienza la sera del 30 nell’agriturismo Muliner in località Moscatello di Pozzolengo, poco prima di arrivare in uno dei borghi più belli d’Italia che è Castellaro Lagusello. Grandiosa la cucina di Lorenzo Bernardini. Da Sirmione a Moniga del Garda, il giorno appresso, eccoci alla PizzOsteria El Magher, in centro paese, per assaggiare sei campioni di pizza, dove l’ultimo, mortadella e gorgonzola, era semplicemente straordinario. Poi il titolare ha preso in mano il microfono e s’è messo a cantare con noi i successi dei Nomadi. Nel pomeriggio eccoci alla ricerca di un buon pane. Io l’ho trovato a Marmirolo Mantovano, dove c’è il forno di Marino Tanfoglio che fa le ricce, ma anche i grissini con le olive e il pane a lievitazione naturale in tre formati. Semplicemente straordinario.
Il giorno dopo a Curtatone, dopo la messa al Santuario delle Grazie, eccoci nell’omonima trattoria, da Daniela e Fernando ad assaggiare gli agnolini in brodo e i turtei di zucca. Tutte immagini di un’Italia che continua a vivere dentro le sue bellezze, consegnate da un passato carico di storia.
Ma sono anche le immagini di un turismo che ancora non è stato sondato, quasi fossimo tutti obbligati alle mete del turismo classico, salvo poi leggere che il 31 dicembre a Cortina d’Ampezzo, 80 agenti dell’Agenzia delle Entrate hanno fatto un blitz mettendo in imbarazzo clienti e operatori (ma così si deprime il turismo, che è una delle risorse naturali che abbiamo ancora in mano e da poter giocare).

Tra le notizie di questo fine d’anno c’è anche quella di una nuova moda: l’allevamento di galline sul balcone di casa, accanto all’orto, magari. Negli Stati Uniti spopola e qui da noi, già dicono gli esperti, bastano 200 euro di investimento per partire. Intanto, dal primo gennaio, una normativa europea impedisce l’allevamento intensivo delle ovaiole, schiacciate nelle gabbie a depositar le uova.

Pubblicità

Notizie che si rincorrono in un inizio d’anno mesto, dicono i giornali, dove tuttavia la gente non è stata chiusa in casa: Venezia e Firenze avevano il pieno di gente, e anche il primo lunedì di gennaio a Ferrara c’erano i locali pieni. Bisogna leggerla con attenzione questa crisi, allora, perché forse ha il volto del ritorno all’essenzialità. Che è come il volto buono della Madonna dell’Acqua di Monzambano che guarda gli ulivi e le curve sinuose di quelle colline immobili, dove si è ritrovata la Bellezza. Buon anno!

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

I commenti dei lettori