SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 10 ottobre, viene celebrato San Daniele Comboni

- La Redazione

Il 10 ottobre la Chiesa cattolica ricorda la figura di San Daniele Comboni, nato il 15 marzo 1831 da un’umile famiglia di braccianti a Limone sul Garda. Ecco nel dettaglio la sua vita

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Il 10 ottobre la Chiesa cattolica ricorda la figura di San Daniele Comboni, nato il 15 marzo 1831 da un’umile famiglia di braccianti a Limone sul Garda. Unico superstite fra gli otto fratelli della famiglia Comboni, nel 1843 venne inviato a Verona presso l’istituto per ragazzi poveri di Don Nicola Mazza. Fu proprio il sacerdote fondatore dell’istituto a far nascere in Daniele la passione e l’amore per la terra d’Africa. Già da adolescente Daniele decise che la sua vita sarebbe stata quella del sacerdote e nel 1854, dopo aver terminato gli studi di teologia e filosofia, ricevette l’ordinazione sacerdotale. Daniele fece il suo primo viaggio in Africa nel settembre 1857: la prima esperienza in missione però duro poco meno di un anno, perché le frequenti febbri malariche lo costrinsero a fare ritorno in Italia. Ormai l’amore per l’Africa e i suoi popoli era penetrato nell’anima del Santo, il quale decise quindi di proseguire la sua opera pur essendo lontano da quella terra. Fu in questo periodo che Daniele coniò il suo motto “O Nigrizia o morte” e, nel 1864, ideò un “Piano per la rigenerazione dell’Africa”, un proseguo quasi nato in maniera naturale e spontanea sulle basi del progetto “salvare l’Africa con l’Africa” di Don Nicola Mazza. Nei progetti riguardanti la “sua Africa” Daniele incluse la realizzazione di scuole di formazione per personale medico, scolastico e religioso. Per trovare i finanziamenti necessari alla realizzazione del suo ambizioso progetto, trascorse quasi un anno in viaggio percorrendo mezza Europa. Nel 1867 Daniele riuscì a fondare l’Istituto dei Missionari Comboniani del cuore di Gesù e pochi anni dopo anche l’Istituto delle suore Missionarie Pie Madri della Nigrizia. Sempre in questo periodo venne fondata anche una rivista che prenderà poi più in la negli anni il nome di “Nigrizia”. Durante la sua partecipazione nel 1870 al Concilio Vaticano I, Daniele presentò una petizione per il proseguimento dell’evangelizzazione sui territori africani. Due anni dopo le missioni in Africa vennero affidate dall’allora pontefice Pio IX ai Comboniani e Daniele venne di conseguenza nominato Vicario Apostolico dell’Africa centrale. L’ultimo viaggio, l’ottavo, venne fatto dal Santo nel 1881. San Daniele Comboni mori a Khartoum, nella “sua Africa”, nel 1881 a seguito di un epidemia di colera. 

Uno dei miracoli attribuiti al Santo ed utilizzati come prove per la richiesta di canonizzazione, fu la guarigione miracolosa di una donna sudanese di religione musulmana. Ricoverata presso il “St. Mary’s Maternity Hospital” dopo il parto, comparvero gravi complicanze che richiesero l’esecuzione di un isterectomia. A seguito di ripetute emorragie e di un edema polmonare le condizioni di salute della donna furono dichiarate gravissime. Le suore comboniane iniziarono allora una novena di preghiere rivolte al Beato Daniele Comboni. Il giorno dopo la donna inspiegabilmente si riprese e dopo pochi giorni fu dimessa dall’ospedale. Dopo vari esami delle documentazioni mediche, la Consulta medica della Congregazione per le Cause dei Santi dichiarò la guarigione inspiegabile, attribuibile quindi ad un miracolo. I Consultori Teologi riconobbero a loro volta la guarigione come un miracolo dovuto all’intercessione del Beato Daniele Comboni. Il decreto in cui si dichiarava l’effettivo evento miracoloso venne promulgato nel 2002, e nel 2003 Papa Giovanni Paolo II canonizzò Daniele Comboni.



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