ONOFRIO PIRROTTA/ La morte improvvisa del giornalista Rai: aveva 70 anni

- La Redazione

Questa notte è morto improvvisamente il giornalista Rai Onofrio Pirrotta, all’età di 70 anni. E’ accaduto a Tricesimo, in Friuli Venezia Giulia, dove viveva, e lascia i due figli

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Onofrio Pirrotta

Questa notte è morto improvvisamente il giornalista Rai Onofrio Pirrotta, all’età di 70 anni. E’ accaduto a Tricesimo, in Friuli Venezia Giulia, dove viveva e, dopo essersi risposato con Cristina dopo la morte della prima moglie, Serenella Galloni, Pirrotta lascia i due figli Lorenzo e Adriano. Grande appassionato di giornalismo, nella sua lunga e intensa carriera Pirrotta è stato vicedirettore vicario dell’Adn Kronos, oltre ad aver collaborato con il Mondo, Panorama, l’Europeo, il Giorno e il Messaggero. Pirrotta è entrato in Rai negli anni Ottanta, nel Tg2, diventando quirinalista, esperto di politica e curatore della Nota politica. Al Tg3 passa invece negli anni Novanta, in cui rivoluzionerà la vecchia rassegna stampa notturna, quella inventata e introdotta da Sandro Curzi: Pirrotta infatti pensò e introdusse la figura dell’ospite che commenta in studio le varie notizie di attualità che giorno dopo giorno si susseguono sui vari quotidiani. Su Rai Tre, nel 2000, inventa e conduce la trasmissione “E’ la stampa bellezza”, per poi passare a Rai News, dove diventa caporedattore centrale, incarico che manterrà fino alla pensione. Pubblica nel 1992 il libro “Pressappoco” per la Mondadori che arriva a sei edizioni: un volume di successo che racconta le “papere, bufale e altre bestialità” del giornalismo italiano, gli errori ed il pressappochismo di molti suoi colleghi, soprattutto nel trattare argomenti storici, geografici, letterari, scientifici e nel condire i loro articoli di citazioni anche latine e regolarmente sbagliate. I giornalisti citati vanno dalle grandi firme come Indro Montanelli, Enzo Biagi e Eugenio Scalfari, fino ai cronisti di nera, più o meno famosi, che non si fanno troppi scrupoli a parlare di presunti “mostri” in prima pagina ma che, quasi sempre, dopo un po’ di tempo si rivelano assolutamente innocenti. Sulla sua pagina personale di Facebook, sono tante le persone che in queste ore stanno lasciando un messaggio per salutare e rendere omaggio al giornalista scomparso. Ieri mattina è morto anche Matteo Mastromauro, 42 anni, caporedattore del Tg5.

Specializzato in politica, aveva lungamente seguito con dirette televisive le campagne elettorali e le vicende di Lega Nord e dell’ex capo del governo Silvio Berlusconi. Era malato di tumore ai polmoni da quattro anni: la sua malattia infatti era stata diagnosticata nel 2008. Mastromauro, sposato e senza figli, aveva iniziato la sua carriera giornalistica a Il Foglio, quindi era passato a Libero. Il suo lavoro a Mediaset era invece iniziato una decina di anni fa, dapprima al Tg4 poi al Tg5. Era laureato in scienze politiche e per il Tg5 si occupava di politica e di cronaca.



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