UE/ Lucchini (Banco Alimentare): bene lo sblocco di 500milioni, ora la “fase due”

- int. Marco Lucchini

L’Europa, spiega MARCO LUCCHINI, non può ignorare il problema di quei milioni di suoi cittadini che non sanno come nutrirsi, lasciandolo in balia alle regole del mercato.

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La notizia è di quelle positive. E’ arrivato il via libera definitivo di 500 milioni di euro nella distribuzione di aiuti alimentari ai venti Paesi dell’Unione europea. E’ importante che l’annuncio sia stato dato a Bruxelles da Roger White, portavoce del commissario europeo all’agricoltura Dacian Ciolos. Di questi 500 milioni di euro, l’Italia ne utilizzerà ben 95,64 per il 2012 . Altri rilevanti aiuti andranno alla Spagna, alla Francia, alla Polonia e alla Romania. Lo stesso commissario europeo si è rallegrato della decisione: “Finalmente abbiamo potuto adottare delle misure che permetteranno di mettere a disposizione per quest’anno il bilancio totale dell’aiuto ai più poveri. Questo sistema di aiuti è più che mai importante e i 500 milioni distribuiti sono un segnale di solidarietà in questi tempi difficili”. La soddisfazione viene sottolineata anche dal direttore della Fondazione Banco Alimentare, Marco Lucchini, che la vede giustamente come una battaglia vinta, a fatica, dopo lunghi mesi di trattative. Alcuni mesi fa, con il sistema del cambiamento dei regolamenti sulle eccedenze alimentari, si pensava che gli aiuti sarebbero stati ridotti drasticamente. Una stima era che all’Italia sarebbero toccati una ventina di milioni di euro circa. Ora per il 2012 e il 2013 la situazione è a posto, sotto controllo si potrebbe dire.

Che ne pensa di questo risultato?

Che è stata vinta una bella battaglia, giocata da tutti con grande spirito di collaborazione. C’è stato un autentico spirito di sussidiarietà tra il nostro mondo, che da anni combatte lo spreco, recupera il cibo e lo distribuisce a chi ne ha bisogno, e il nostro ministro dell’Agricoltura, Mario Catania, che ha saputo guardare con attenzione la realtà e risolvere problemi decisivi, come aveva fatto anche il precedente ministro dell’Agricoltura, Saverio Romano.

Vi trovavate di fronte a uno snodo, a un mutamento dei regolamenti?

Esatto. E questo, per due anni, è un problema che è stato superato. Adesso comincia una nuova partita, che sarà più difficile, ma che se verrà affrontata con realismo e buon senso si potrà concludere in modo positivo.

Quali sono i capisaldi della nuova strategia che avete in mente? 

Il problema è che nei prossimi anni la domanda di cibo, che è già più grande dell’offerta, aumenterà e quindi occorrerà prendere delle decisioni a livello comunitario per destinare una quota dei prodotti agricoli e alimentari a scopi sociali. Cioè occorrerà destinare una parte dei prodotti alimentari a chi ne ha bisogno. Tutto questo, alla fine, rientra nello stesso spirito della Comunità europea, che ha il dovere di nutrire i cittadini europei, i suoi cittadini. Non si può lasciare il problema del cibo, del nutrimento, semplicemente all’andamento del mercato.

E’ come se entraste in una seconda fase del vostro progetto di aiuto.

Si, è proprio così. Deve essere controllato e combattuto lo spreco e nello steso tempo deve essere attivata la solidarietà alimentare. Il cibo è un bene primario che deve essere difeso da istituzioni pubbliche, da iniziative private, da tutti in generale. Il cibo è un bene di tutti che va garantito e non sprecato.

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