SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 20 marzo 2012, è San Giovanni Nepomuceno, invocato contro alluvioni e annegamenti

- La Redazione

Santo del giorno: oggi, 20 marzo 2012, è San Giovanni Nepomuceno, invocato contro alluvioni e annegamenti. E’ patrono della Boemia e dei confessori. Predicò alla corte di re Venceslao

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Santo del giorno: oggi, 20 marzo 2012, è San Giovanni Nepomuceno – La Chiesa Cattolica festeggia oggi, 20 marzo 2012, San Giovanni Nepomuceno. Fu un sacerdote originario di Nepomuk, canonico nella cattedrale di Praga e poi predicatore alla corte di re Venceslao. Considerato patrono della Boemia, dei confessori e di tutte le persone in pericolo di annegamento (in quanto egli stesso morì per annegamento), è stato proclamato santo nel 1729 da papa Benedetto XIII.
I documenti attestano la sua esistenza fin dal 1393, quando divenne vicario generale dell’arcidiocesi di Praga, ma non si hanno notizie certe riguardo la sua data di nascita. Studiò teologia e giurisprudenza all’Università di Praga. Prese gli ordini nel 1373 e divenne prima notaio pubblico nella cancelleria episcopale, poi segretario dell’arcivescovo Giovanni di Jenzenstein. Proseguì i suoi studi di giurisprudenza a Padova, dove nel 1387 si laureò in diritto canonico. Poco dopo divenne parroco della chiesa di San Gallo, ma rinunciò all’incarico per diventare arcidiacono di Sasz. Alcuni anni dopo, l’arcivescovo di Praga lo volle come presidente del tribunale ecclesiastico e suo vicario generale. Intanto Venceslao IV, re di Boemia e imperatore del Sacro Romano Impero, volendo fondare una diocesi nuova per uno dei suoi favoriti, ordinò che, in caso di morte dell’abate Rarek di Kladrau, non venisse eletto nessun nuovo abate. Tuttavia, quando Rarek morì, i monaci di Klandrau elessero il monaco Odelenus e Giovanni confermò l’elezione, contrariamente ai desideri di Venceslao. Dopo questo gesto, Venceslao ne ordinò l’imprigionamento e la tortura. Giovanni subì torture di ogni tipo, persino la bruciatura dei fianchi con le torce, ma continuò a rifiutarsi di obbedire ai voleri del re. Non riuscendo a piegarlo, il 20 marzo 1393 Venceslao ordinò di incatenarlo e di gettarlo nel fiume Moldava.
Un’altra versione vuole che Giovanni fosse confessore della regina Giovanna di Baviera, moglie di Venceslao, e che quest’ultimo, avendo dei sospetti sulla fedeltà della regina, avesse chiesto a Giovanni di rivelargli il contenuto della confessione. Ma Giovanni si rifiutò di parlare, per non violare il segreto della confessione, e per questo il re ordinò di gettarlo nel fiume Moldava, dove morì per annegamento. Secondo questa versione, però, il corpo del santo fu ritrovato circondato da una strana luce il 16 maggio del 1983.
Nonostante la venerazione del martire Giovanni Nepomuceno appartenesse alla chiesa boema da secoli, le pratiche per la canonizzazione furono avviate solo nel 1675, con ripetute insistenze successive, finché, tra il 1715 e il 1720, tutte le evidenze sul caso furono raccolte e a causa fu esaminata. Nel 1719 la sua tomba nella cattedrale di Praga fu aperta e si scoprì che la sua lingua, benché raggrinzita, non era stata ancora corrotta.

Dopo la beatificazione, avvenuta nel 1721, Giovanni Nepomuceno fu canonizzato santo nel 1729, secondo la tradizione che lo vede morto per essersi rifiutato di rivelare quanto la regina gli aveva detto in confessione, mantenendo quindi il segreto del sacramento fino alla morte. Alcune controversie, nel corso degli anni, hanno poi portato alla conclusione che le due tradizioni si riferivano alla stessa persona. Il 1993 fu dichiarato “anno di san Giovanni Nepomuceno” a Praga. Ma il culto di questo santo è diffuso in diversi paesi europei e per questo san Giovani Nepomuceno molte volte è stato proposto come uno dei santi protettori del continente europeo.
Il santo riposa in una tomba argentea a Praga nella cattedrale gotica di San Vito: una credenza popolare narra che se la lapide viene toccata con la mano sinistra, si avrà fortuna per dieci anni. Una tradizione simile riguarda la statua presente sul Ponte Carlo, luogo dal quale Giovanni fu gettato nella Moldava: basta toccare il basamento con la scena del martirio per avere fortuna, mentre i praghesi più anziani hanno ancora l’abitudine di levarsi il cappello dinanzi alla statua.
Festeggiano in questo giorno: Giovanni Sartori (politologo), Giovanni Alemanno (politico), Giovanni Veronesi (regista), Giovanni Allevi (compositore), Giovanni Floris (giornalista).



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