PRO TAV/ Il Sindaco: questa guerra sta uccidendo la Valle, oramai è ideologia

- La Redazione

La situazione in Valsusa è sempre più tesa e la valle soffre. Ma soffre anche per la protesta che sta stritolando l’economia locale. Il commento di ROBERTO BORGIS, sindaco di Bardonecchia

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Proteste No Tav (Foto: Infophoto)

Spesso si ritiene che la contrapposizione tra chi vuole realizzare l’alta velocità Torino-Lione e i “No-Tav” sia una sorta di battaglia tra i poteri forti transnazionali lontani dal territorio e gli abitanti della Valle di Susa. Eppure esistono abitanti di quella bella valle, semplici cittadini e istituzioni locali che – dopo aver discusso, mediato, e ottenuto modifiche al progetto – sono soddisfatti e “pro Tav”. E, soprattutto, contro questa lotta muro contro muro che sta segnando la vita delle comunità, soprattutto dell’alta valle. Roberto Borgis, sindaco di Bardonecchia, un angolo di “paradiso” dell’alta Valle di Susa, non riesce più a trovare le parole per giudicare quello che sta avvenendo, giorno dopo giorno, nella vicenda “No Tav”. 

Che è successo oggi, signor sindaco?

Pensi che per queste manifestazioni, per i blocchi, le proteste di una violenza incredibile, oggi, sabato 4 marzo, apertura di un week end dove c’è ancora neve e con un sole splendido, una giornata fantastica, a Bardonecchia faremo il 50 percento di utili in meno del week-end precedente. Questa storia, che dura da venti anni e chissà per quanto durerà ancora,  sta letteralmente ammazzando la nostra economia turistica. Stamattina ho fatto il giro delle piste, dei ristoranti, dei luoghi di ritrovo, degli alberghi. C’è da rimanere esterrefatti. Non possiamo andare avanti in questo modo.

Tutto questo significa perdita di una parte della vostra capacità di offerta sul mercato turistico, ma anche di una perdita di posti di lavoro alla fine. O sbaglio?

Qui c’è un’assurdità nell’assurdità. Tutta l’ Alta val di Susa – cito alcuni posti come la mia Bardonecchia, Clavière, Sestriere – è d’accordo , con criteri di accortezza e sicurezza, che si faccia la Tav. E’ dai comuni della  Bassa Valle che arrivano le voci più contrarie e radicali. Ma chi viene a lavorare in Alta Valle sono proprio persone che abitano in quei comuni. Parlo di addetti alle risalite, di cuochi, di camerieri, di personale in genere che trova nel turismo la sua fonte di lavoro.

Scusi, ma che meccanismo è scattato?

Qui si sono saldati tra loro alcuni radicalismi e il tutto si è trasformato in una sorta di polveriera. Guardi che adesso la maggioranza dei manifestanti più duri non sono nemmeno persone della Val di Susa. Sulla questione “No Tav” si sono inseriti personaggi che arrivano da altre parti e monopolizzano la protesta. Conosco persone di comuni della Bassa Valle che dichiarano di essere contrari per semplice paura. Il clima sta diventando insostenibile. Pensi al sindaco di Susa, Gemma Amprino, insultata per strada, minacciata perché favorevole alla Tav.

Ha avuto una trasformazione il movimento in questi anni? Lei parlava di una saldatura tra diversi radicalismi.

Guardi, all’inizio c’era una protesta normale e civile, che chiedeva garanzie di tutela dell’ambiente e di sicurezza sanitaria per gli scavi del tunnel che producono amianto. Si è discusso, si sono modificate molte cose. Il problema è di avere queste garanzie e di vigilare perché siano osservate e rispettate. Quale ragione c’è, a questo punto, di bloccare il “quinto corridoio europeo” delle comunicazioni? Non se ne vedono. I francesi che sono molto attenti alle questioni ambientali, vanno avanti nei loro lavori. Le dirò di più: molti sono consapevoli che la stessa Tav può essere un’occasione di sviluppo dell’intera Val di Susa.

Parlavamo della trasformazione del movimento anti-Tav. 

Si, prima dicevo una protesta che sta nella norma, poi la saldatura tra alcuni esponenti della Fiom, come Giorgio Cremaschi, ormai un leader della protesta, alcuni ecologisti radicali e pezzi di sinistra alternativa e antagonista. Poi c’è Perino, Alberto Perino, pensionato bancario, che è diventato il leader storico del movimento anti Tav.

Si dice che la Tav sarebbe ormai ininfluente, quasi obsoleta perché il traffico di ogni tipo si è ridotto di molto?

Il traffico si è ridotto perchè il Frejus è lento, vecchio e si passa a linea unica, quindi alternativamente  In più, il traffico si è ridotto per tutto quello che sta succedendo da diversi anni 

Ma lei, trova una spiegazione a tutto questo?

Mi è molto difficile trovare una spiegazione che non affondi in una irrazionalità violenta. Il problema è che qui siamo nell’occhio del ciclone, ci stiamo rimettendo di tasca nostra e non riusciamo a vedere una soluzione per una via d’uscita.

 

(Gianluigi Da Rold)



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