ATTENTATO BRINDISI/ Volantino di Gioventù Studentesca: quelle domande “Per non morire in queste aule”

- La Redazione

Come si può tornare a scuola dopo l’attentato di Brindisi? I ragazzi di Gioventù Studentesca del Liceo “Alfano I” di Salerno hanno scritto un volantino di giudizio

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Il piazzale della scuola (Foto: Infophoto)

Proponiamo il testo del volantino di giudizio sull’attentato a Brindisi, scritto dai ragazzi di Gioventù Studentesca e distribuito questa mattina al Liceo “Alfano I” di Salerno.

Per non morire in queste aule

Che orrore!

Che vergogna!                             

Le schegge di fuoco che hanno dilaniato i corpi  delle studentesse di Brindisi ci lasciano con una domanda che non si accontenta di risposte scontate, piene della retorica che distrae il dolore e soffoca la vita che chiede l’eternità.

E non ci bastano le analisi pur dovute, neppure le manifestazioni, spontanee o organizzate, perché riducono il dolore ad una emozione collettiva.

Non vogliamo soffocare la nostra domanda di felicità che di fronte alla morte di Melissa si fa più acuta, più forte, più dolorosa.

Si può tornare a scuola dopo tanta violenza? Si può continuare a cercare la felicità?

La morte di Melissa ci riporta alla domanda di verità, di bellezza, di giustizia, di bontà che è dentro il cuore di ogni uomo, anche il più oscuro.

È  possibile che un uomo come te, come me, stermini ragazze innocenti, con una simile rabbia distruttrice? Il cuore dell’uomo a volte è un abisso dal quale sgorgano atrocità che fanno rabbrividire. Esiste davvero un mistero del male, che esige da noi una risposta all’altezza della sfida. La violenza è il frutto odioso della malinconia, della noia, della tristezza. Chi uccide così è un uomo disperato, impotente, incapace di porsi di fronte al suo umano.

Noi non vogliamo vivere così, non vogliamo morire così. Non vogliamo far uccidere il nostro umano, il nostro desiderio di significato, la nostra speranza.   Di fronte a queste atrocità, l’uomo non può che levare il suo grido:  «Il mondo non può essere così. Noi vogliamo costruire un mondo migliore».

E’ il grido del suo cuore, il grido che neanche un attentato così disumano può soffocare! Come è possibile che questo grido trovi risposta?

Non è sufficiente uno sforzo umano. Solo la speranza sostiene l’uomo in questo desiderio.

Di fronte alla morte e all’odio l’uomo non può fare nulla se non c’è ora una Presenza che ha sconfitto la morte e il male, una Presenza alla quale egli possa affidare il suo desiderio di vita, la sua sete di significato.
Questa Presenza ha un nome, e’ un uomo che e’ venuto a liberare l’uomo dal male, a renderlo capace di costruire il bene. E’ Cristo questa presenza,  l’imprevisto che  ogni mattina sorprende il nostro desiderio e lo ridesta.

Per non morire in queste aule. 

 

Gioventù Studentesca

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