TERRORISMO/ Manganelli: Gli anarchici sono il vero pericolo, non sottovalutare

- La Redazione

Le parole del capo della polizia indicano negli anarchici insurrezionalisti gli unici responsabili del clima di terrorismo oggi in Italia. Possibili nuovi attentati

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Foto Infophoto
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Alla festa della Polizia Antonio Manganelli lascia andare parole molto preoccupate. Il pericolo terrorismo è concreto e la minaccia maggiore viene dagli anarco insurezionalisti, quelli che si firmano con la sigla Fai, Federazione anarchica informale. E’ questo il vero terrorismo “che può offendere il Paese”, un “pericolo costante”. Aveva detto più o meno le stesse cose il direttore dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna Giorgio Piccirillo nei gironi scorsi. Siamo in attesa, aveva detto, di salti di qualità in termini di aggressione fisica. Obbiettivi quelli già annunciati: Finmeccanica, Equitalia, politici. Manganelli è sceso nei dettagli definendo il terrorismo oggi in azione non quello di marca brigatista, ma il fruttodella scelta di un’ala dura, aggressiva e violenta della federazione anarchica informale e di questo network internazionale dell’anarchia, anarchia che non è quella romantica di un tempo”. Si aggiunge al coro anche il Capo dello Stato che in un messaggio inviato alle forze di polizia chiede di mantenere alta l’attenzione. Infine il ministro degli interni Annamaria Cancellieri che chiede a tutti di mantenere alta la guardia in quella che è una battaglia complessa ma che se saremo tutti uniti dalla stessa parte potremo vincere (“Mai più verranno tollerate le logiche dell’intimidazione e del terrore” ha detto). Un quadro preoccupante dunque che vede al suo interno, dopo le molte piste seguite fino a oggi, la possibilità che anche l’attentato davanti alla scuola di bari che è costato la vita a una studentessa possa essere stato opera di anarchici. Sull’episodio di Brindisi infatti si comincia a valutare che a causare l’esplosione sia stato del tritolo e non bombole di gas come detto in precedenza, Il che farebbe pensare ad attentatori professionisti. Inoltre dalle testimonianze e dalle immagini filmate è emersa sul posto la presenza di un furgone bianco che si è allontanato nei momenti dell’esplosione, quindi una vera azione portata a termine da alcune persone e non da uno squilibrato isolato. 

Una minaccia, quella anarchica, che vede l’alleanza strategica con gli anarchici greci, attivi da tempo. La prova la dà il fatto stesso che la cellula responsabile dell’attacco all’amminsitratore di Ansaldo nucleare fosse intitolata a una anarchica greca attualmente in prigione. 

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