SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 24 luglio, si celebra San Charbel Giuseppe Makhluf

- La Redazione

Il 24 di luglio i santi ricorrenti sono due: Cristina di Bolsena e Charbel Makhlouf. Cristina di Bolsena, conosciuta anche come Santa Cristina di Tiro, nacque e morì intorno all’anno 200

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Il giorno 24 luglio la Chiesa Cattolica celebra in particolare due Santi, Cristina di Bolsena e Charbel Makhlouf. La prima, conosciuta anche come Santa Cristina di Tiro, nacque e morì intorno all’anno 200 e, nonostante le fonti non siano precise a riguardo, si sa che il suo martirio avvenne sotto il regno dell’imperatore romano Settimio Severo. La storia della martire Cristina purtroppo non è molto chiara: alcune versioni la danno originaria di Tiro, ma è certo che il suo supplizio avvenne per causa di un padre tiranno. Ad appena undici anni la ragazza venne rinchiusa in una piccola torre, sorvegliata costantemente solo per far sì che mantenesse la bellezza. In realtà tutto ciò avvenne solo per punirla a causa del suo avvicinamento alla religione cristiana, motivo per cui venne torturata e infine uccisa. Il corporale e i purificatoi sono ancora oggi custoditi nel duomo della cittadina di Orvieto dopo diversi spostamenti all’interno dell’edificio. La sua capitolazione avvenne a Bolsena dove fu martirizzata vergine ma mantenne il nome di Cristina, seguace di Cristo e ora patrona di Mugnai. A Bolsena, cittadina in provincia di Viterbo, ogni sera del 23 luglio viene celebrata una grande manifestazione in onore di Santa Cristina con la famosa rappresentazione dei “Misteri” di Santa Cristina e la processione con la statua a lei dedicata. A condividere la triste santificazione di Cristina c’è il libanese Charbel, nato l’ 8 maggio del 1828 a Bkaakafra vicino a Bsharre. Il beato è conosciuto anche con il nome di Youssef e fin da piccolo si avvicina al mondo religioso a seguito della morte del padre. Il suo interesse per la teologia lo spinge a studiare con ardore la stessa materia accompagnata dalla filosofia, entrambe al monastero di San Cipriano. Nel 1859 ottenne il tanto agognato titolo di sacerdote ma successivamente decise di diventare un eremita fino alla sua morte avvenuta il 24 dicembre del 1898. La canonizzazione e la beatificazione avvennero entrambe ad opera del papa Paolo VI nella basilica di San Pietro rispettivamente nel 5 dicembre 1965 e nel 9 ottobre 1977. Sono numerose le storie legate al sacerdote libanese: in molti giurano di aver visto delle strane luci vicino la sua tomba. 

Resta anche il mistero della inusuale trasudazione di sangue con acqua probabilmente a causa del costante e intensivo pellegrinaggio che avvenne verso la sua salma. L’uomo viene ricordato ogni mese nel giorno del 22 nell’eremo di Annaya, in cui si ricorda anche la miracolosa guarigione del sacerdote che salvò una donna di cinquantanni affetta da paralisi.



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