SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 31 luglio, si festeggia Sant’Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti

- La Redazione

Oggi, 31 luglio, la Chiesa ricorda sant’Ignazio di Loyola, fondatore dell’ordine dei gesuiti. Della sua vita si possiedono numerose biografie, compresa una scritta da lui stesso

tutti_santiRR439
Infophoto

Oggi, 31 luglio, la Chiesa ricorda sant’Ignazio di Loyola, fondatore dell’ordine dei gesuiti. Della sua vita si possiedono numerose biografie, compresa una scritta da lui stesso che è pubblicata con il titolo di “Autobiografia”. Ignazio Lopez nacque ad Azpeitia, nei paesi baschi spagnoli nel 1491, da una ricca famiglia nobile del casato dei Loyola. Ultimo di sette fratelli, come si usava un tempo nelle famiglie di un certo lignaggio, era destinato alla vita religiosa e già da bambino ricevette la tonsura, ma Ignazio era portato per le armi e l’azione e scelse di divenire cavaliere. Il padre allora lo inviò in Castiglia, presso don Juan Velazquez, ministro della corona, perché provvedesse al suo addestramento. Il quindicenne Ignazio divenne paggio e apprese le buone maniere della vita di corte, ma il suo carattere esuberante lo portò a una vita piuttosto dissoluta e fu anche protagonista di episodi di rissa durante i festeggiamenti del carnevale del 1515: venne sottoposto a un processo, ma godeva della protezione di personaggi potenti e non subì alcuna condanna. Alla morte di Velaszquez il cavaliere di Loyola passò a offrire i propri servigi al viceré di Navarra e per lui combatté anche durante l’assedio di Pamplona del 1521 quando venne ferito gravemente a una gamba.

Per curarsi Ignazio venne portato nella casa di famiglia a Loyola, ma nonostante il prodigarsi dei medici e due interventi, l’arto rimase più corto e da quel momento iniziò a zoppicare. Durante la lunga convalescenza il cavaliere per passare l tempo si dedicava alla lettura, ma in quella casa non vi erano libri che parlassero della gesta di nobili guerrieri e dovette dedicarsi alle letture di carattere religioso, le uniche possedute dalla cognata. Apprendere la vita di Cristo e quella dei santi fu per lui illuminante, tanto che volle abbandonare definitivamente le armi per dedicare la sua vita alla religione e decise di partire in pellegrinaggio per Gerusalemme, dove era certo avrebbe capito cosa Dio voleva da lui.

Partì nel febbraio del 1522 alla volta di Barcellona dove avrebbe potuto imbarcarsi, ma prima sostò nell’abbazia di Monserrat dove rinunciò a tutti i suoi beni e fece voto di servire Cristo. Un’epidemia di peste gli impedì di giungere nella città catalana e si fermò per oltre un anno a Manresa dove si sottopose a una vita di preghiera e penitenza e scrisse delle meditazioni che poi sarebbero divenute le norme cardine del comportamento della Compagnia di Gesù che fondò in seguito.
Poté recarsi a Gerusalemme solo nel 1523, ma la sua permanenza fu breve perché gli venne ordinato di far ritorno in Spagna, ma una volta in patria si rese conto di non avere alcuna preparazione teologica, per cui si dedicò agli studi: prima in diverse università iberiche e poi a Parigi.

In Francia, con alcuni compagni di studi, Ignazio fece voto di povertà e castità e giurò di mettersi a disposizione del papa che avrebbe scelto per loro a quale compito dedicarsi. Il pontefice Paolo III, dal quale si recarono, ordinò di portare la parola del Signore in Italia. Il santo, dopo essere stato a Bologna e Venezia, si recò a Roma, ma lungo la strada ebbe una visione che gli confermò l’idea di fondare una Compagnia dedita a mettersi all’esclusivo servizio della Chiesa. Il Papa approvò ed egli iniziò a dedicarsi alla stesura delle Costituzione, le regole sulle quali dovevano basarsi la vita le opere dei gesuiti. Dovevano adeguarsi alle regole del monachesimo, ma erano caratterizzati da una grande mobilità per recarsi ovunque la Chiesa disponesse ed era necessario avere una grande preparazione teologica. Fondò quindi diversi collegi in varie parti del mondo perché si potessero formare dei gesuiti preparati a portare la parola del Signore nelle missioni. La compagnia di Gesù ottenne l’approvazione papale nel 1540.

Ignazio restò a Roma per il resto della sua vita, ma problemi allo stomaco e al fegato minarono la sua salute. Morì nel 1556 e venne canonizzato nel 1622. La sua salma riposa nella capitale, nella chiesa del Gesù, edificio la cui costruzione fu voluta dallo stesso santo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori