METE D’ESTATE/ Dal rosso di Taggia al porceddu di Serdiana, il gusto si trova anche in vacanza

- Paolo Massobrio

Dalla Calabria alla Liguria, e dalla Valsugana alla Sardegna, PAOLO MASSOBRIO, per le vacanze, suggerisce, tra le località gastronomiche che ha visitato, alcune delle migliori

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Si parte per le vacanze e quando si è in procinto di un viaggio qualcosa di antico ti assale, insieme all’adrenalina. Vengono in mente le poesie di Montale, come quella prima del viaggio: “E ora che ne sarà del mio viaggio? Troppo accuratamente l’ho studiato senza saperne nulla. Un imprevisto è la sola speranza. Ma mi dicono ch’è una stoltezza dirselo”. Ora, lo spostamento da una località all’altra, di per sé, non vuol dire nulla, perché ci portiamo dietro tutti noi stessi, contraddizioni comprese. E a volte ti accomodi, secondo lo spirito di adattamento della specie umana. Qualcuno dice che bisogna “staccare”, quasi che la vita, al ritorno, debba avere le sembianze di qualcosa di nuovo. Ma è un’illusione anche questa, soprattutto se poi manca quella curiosità di scoprire il segreto della vita, la sua origine, che è come una mano immensa che ti riscalda (di un amore, che spesso, ma solo apparentemente, ci è sconosciuto). L’imprevisto di una vacanza, però, assai spesso ha dentro di sé la scoperta della bellezza, della tenerezza degli amici o delle persone che incontrerai.

Quando arrivo nel Golfo di Tindari (Me), per esempio, la cosa più presente è il mare aperto e, dall’alto, il santuario della Madonna Nera che, imponente, è come quella mano che scalda. Sta lì e domina su tutto il creato, anche sul puntino lontano che guarda a Ovest. A Montalbano Elicona c’è poi un altro santuario, dedicato alla Madonna della Provvidenza, che invece rimanda immediatamente a quell’imprevisto di Montale, ma che in realtà potrebbe semplicemente essere un accorgersi che la Provvidenza è già lì, a tavola con te. 

Già, la tavola. Ad esempio quella di Francesco e Giovanna che a Longobardi (Cs), in Calabria, sempre sul mare aperto, attira con la frittata di patate (cercatela: Bar dello Sport Magnatum La Degusteria – via Indipendenza, 56 – tel. 098275201 – 098275204). Oppure quella di Tullia, a Muro Leccese (Le), che ha la freschezza delle ricette di casa (potrete provarla alla Tenuta Sant’Andrea – via vecchia Muro Leccese Palmariggi – tel. 0836354417 – 3296156854). Se invece fossi in Sardegna farei dei chilometri per andare a mangiare, a Serdiana (Ca), il porceddu allo spiedo che fanno alla trattoria Sa Muskera (via Regina Margherita, 8/a – tel. 3493153297).

In Liguria mi ha stregato il paese di Taggia (Im) dove ho trovato la cucina dell’Olio Colto (via Curlo, 6/e – tel. 018442156) corroborata dal rosso Ormeasco. In Piemonte, andrei in provincia di Cuneo, da Valentine a Roburent (fraz. San Giacomo – via Tetti, 15 – tel. 0174227013) la miglior tavola dello scorso anno, oppure alle Miniere di Traversella (To), dove due gemelli cucinano la trota e altri piatti di questa valle e dove il 22 settembre celebreremo la nostra Giornata di Resistenza Umana. In Trentino, a Moena (Tn), vorrei essere alla Malga Panna (strada De Sort, 64 – tel. 0462573489) per quella carne di selvaggina coi piccoli frutti, oppure lungo la Valsugana, dove ho ritrovato i piatti della tradizione al Maso Santa Romina di Canal San Bovo (loc. Zortea – via Mureni, 9 – tel. 0439719459). Se siete in Maremma, in provincia di Grosseto, concedetevi una sosta a Campagnatico, nell’interno, per andare alla Locanda del Glicine (piazza Garibaldi, 6 – tel. 0564996490) oppure a Seggiano, il paese dell’olio secondo Veronelli, all’Antica Tenuta Le Casacce in Val d’Orcia (loc. Casacce – tel. 0564950965). E se la vita poi ci conduce a Rimini, mettete in conto 40 minuti di viaggio verso Pennabilli, per andare al ristorante Il Piastrino (via Parco Begni – tel. 0541928106) di Riccardo Agostini, uno dei più grandi interpreti della cucina italiana. Il resto delle segnalazioni (2.400) le trovate sull’app I Ristoranti del Golosario. Buone vacanze!

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