SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 19 agosto, si celebra San Giovanni Eudes

- La Redazione

Il 19 agosto la Chiesa Cattolica ricorda San Giovanni Eudes, predicatore e gesuita. Nacque a Ri, un piccolo paese della Francia, nella regione della bassa Normandia, nel 1601

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Il 19 agosto la Chiesa Cattolica ricorda San Giovanni Eudes, predicatore e gesuita. Nacque a Ri, un piccolo paese della Francia, nella regione della bassa Normandia, nel 1601. La sua famiglia era di origine contadina e i genitori per farlo studiare lo mandarono, non senza grandi sacrifici, nel collegio dei padri gesuiti di Caen, la città più vicina. Il piccolo Giovanni dimostrò da subito buone doti applicazione nello studio, incrollabile volontà e profonda devozione, tanto da decidere di restare come interno al collegio anche dopo il completamento degli studi.
Nel 1623, all’età di 22 anni, Giovanni entrò a fare parte della Congregazione dell’Oratorio di Gesù e Maria Immacolata di Francia, istituzione voluta dal cardinale Pierre de Bérulle di cui Giovanni fu diretto discepolo, sull’esempio di una analoga Congregazione già sorta a Roma a opera di Filippo Neri e che si proponeva di porre un freno all’eccessiva rilassatezza di costumi dei sacerdoti e del clero in generale e di formare nuovi discepoli più attenti alle regole e alla fede. 

Entravano a fare parte di questa Congregazione solo sacerdoti di specchiata moralità che si occupavano di seguire e diffondere tra i loro confratelli una più alta concezione della disciplina e delle regole cultuali. Giovanni da subito dimostrò grandi doti di carisma e persuasione e divenne molto conosciuto e rispettato sia dai suoi confratelli, sia dai sacerdoti che nei luoghi vicini sentivano parlare di lui.

Nel 1625 fu ordinato sacerdote. Proprio a Caen, poco dopo la sua ordinazione sacerdotale, scoppiò una terribile pestilenza. Invece di trovare riparo nelle chiuse mura del proprio monastero, Giovanni si dedicò anima e corpo alla cura e al soccorso dei malati e dei moribondi. Unico tra i suoi confratelli a compiere questa nobile attività, venne isolato dagli altri per paura del contagio. Dormì così in strada, in una botte imbottita di un modesto pagliericcio. Presa anche lui la malattia, lottò contro la morte per settimane, ma ne uscì vivo e guarito. Finita la pestilenza il sacerdote tornò alla sua attività principale che è quella di predicatore. Percorse tutto il Paese guadagnandosi una grande fama e il rispetto di tutti sia per le sue parole intrise di fede militante, sia per i suoi costumi morigerati e la sua specchiata moralità in un momento storico di grande difficoltà, fame e disperazione, in cui la Francia e l’intera Europa bruciarono nella guerra dei Trent’anni. I contadini francesi ridotti alla fame vennero continuamente depredati sia dai nemici, sia dai soldati del proprio re.

Questa situazione di prostrazione della popolazione causava una affievolimento della fede e della pratica religiosa. Per questo motivo la predicazione di Giovanni Eudes si rivelò fondamentale per la tenuta della fede e del culto religioso. Arrivando in villaggi distrutti dalla fame e dalla guerra il sacerdote soccorreva i poveri come poteva, ma era con le sue parole e con le sue azioni intrise di fede e di moralità che portava il maggior sollievo alle genti. 

Nel 1641 Giovanni fondò una sua Congregazione, quella di Nostra Signora della Carità, un istituto femminile che dava una casa e un aiuto alle prostitute che sceglievano di cambiare vita con l’aiuto del Signore. La Congregazione ottenne il riconoscimento religioso da parte di papa Alessandro VII.
La regola dell’istituto era la clausura, venne così fondato un nuovo ordine religioso. Le donne redente avevano anche da osservare una regola, detta dello zelo, secondo la quale dovevano convertire nuove giovani desiderose di prendere i voti. Tuttavia lo sforzo e l’obiettivo perseguito da Giovanni nel corso della sua intera vita è ancora di là da venire. Egli desidera riformare il clero, ancora troppo lassista, legato a cattivi costumi, incapace di essere da esempio alle popolazioni a cui si rivolgeva.  L’esempio della fede e della moralità sono i due cardini a cui deve ispirarsi la vita di un sacerdote, questo per Giovanni è il solo fine della vita.

Per ottenere lo scopo fonda nel 1643, con la protezione di papa Clemente X, la Congregazione di Gesù e Maria i cui appartenenti verranno poi chiamati e conosciuti col nome di Eudisti. Seguire e promuovere la sua congregazione fu quindi l’impegno al quale dedicò l’ultima e più importante parte della sua vita che si concluse a Caen il 19 agosto 1680. Fu beatificato da papa Pio X nel 1909 e santificato da Pio XI il 31 maggio del 1925.

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