SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 20 agosto, si celebra San Bernardo di Chiaravalle

Il 20 agosto la Chiesa Cattolica ricorda la figura di Bernardo di Chiaravalle, abate e monaco francese. Il Santo nacque a Fontaine-lès-Dijion nel 1090 da una famiglia nobile.

20.08.2012 - La Redazione
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Il 20 agosto la Chiesa Cattolica ricorda la figura di Bernardo di Chiaravalle, abate e monaco francese. Il Santo nacque a Fontaine-lès-Dijion nel 1090 da una famiglia nobile e fu terzo di sette fratelli. Il padre fu Tescelino il Sauro, vassallo del duca Oddone I di Borgogna. Bernardo fu mandato a studiare retorica e grammatica presso l’abbazia di Notre Dame di Saint Vorles, dove c’era una nota scuola di canonici e dove la famiglia aveva dei possedimenti. Compiuti gli studi, nel 1111 tornò nelle terre paterne dove decise di ritirarsi a una vita di preghiera, ascesi e solitudine, mentre l’anno successivo scelse di seguire definitivamente la strada indicatagli dalla sua fede e prendere i voti come monaco cistercense. Nel 1115 fondò, insieme ad alcuni compagni, nella regione francese dello Champagne, dove un suo parente aveva donato ai monaci un vasto possedimento, l’abbazia cistercense di Clairevaux, in italiano Chiara Valle. Questa in breve tempo divenne un luogo di richiamo e di formazione per numerosi monaci cistercensi che si ritiravano in quei luoghi per ricevere l’insegnamento di Bernardo per poi dipartirsene e fondare nuovi monasteri in tutta la Francia. Bernardo fu un uomo timido e riservato di natura ma ebbe anche il carattere che gli consentì di lottare durante tutta la vita in favore dell’ortodossia religiosa e contro ogni tipo di dissenso o di eresia. Il Papa e la dottrina della Chiesa saranno fari illuminanti per tutta la sua vita e Bernardo condurrà la sua abbazia e le altre nelle quali si recherà come predicatore secondo questi suoi principi. Nella sua lotta per l’ortodossia si troverà a fronteggiare le dottrine di Pietro Abelardo che otterrà di vedere condannare nel Concilio di Sens del 1140. Ai suoi discepoli imporrà la regola del lavoro, nei campi e ovunque ce ne fosse la necessità. Egli voleva che i monaci non fossero isolati e protetti dalle loro abbazie ma che vivessero insieme alle persone e lavorassero con loro e per loro. Si scagliò anche contro i monaci della famosa abbazia di Cluny, che a suo parere conducevano una vita troppo lontana dai valori che egli perseguiva come fondamentali: la povertà e la semplicità, unici valori che avrebbero condotto all’unico fine cui dovrebbe tendere un religioso, vale a dire la santità. Nel corso della sua vita Bernardo fu molto attivo anche politicamente, dove per politica si intende politica religiosa. 

Fu uno strenuo sostenitore di Papa Innocenzo II, appoggiato dalla potente famiglia dei Frangipane, contro il papa Anacleto II, eletto anch’egli alla morte del papa Onorio II, nel 1130. Nell’aspra contesa che ne derivò fu merito di Bernardo e della sua autorevolezza se fu Innocenzo II, alla fine, a prevalere e a venire considerato come l’unico Papa, mentre Anacleto divenne un antipapa, cioè un religioso eletto papa secondo procedure non canoniche e per questo non riconosciute dalla dottrina principale. I seguaci dell’antipapa potevano essere considerati scismatici e venire scomunicati. Questa vicenda, come quella della dura controversia con Pietro Abelardo, ci fa comprendere quanto forte sia stata l’influenza di Bernardo di Chiaravalle nelle vicende religiose del suo tempo, tanto che quando fu eletto Papa Eugenio III, nel 1145, suo diretto discepolo e ordinato monaco cistercense proprio da Bernardo, questi gli ricordò che si mormorava che il vero Papa fosse proprio lui, Bernardo, essendo stato artefice dell’elezione. Eugenio III, riconoscendo il grande prestigio e l’influenza del monaco, gli chiese di predicare a favore della seconda crociata che in quegli anni si stava preparando. Bernardo si spese molto in questa nuova impresa e oltre ai francesi, che costituivano la maggior parte dei crociati, riuscì a coinvolgere anche i tedeschi. La crociata che partì nel 1148 fu fallimentare: ancora prima dell’arrivo in Terra Santa l’esercito franco-tedesco incappò in un’imboscata tesagli dall’esercito turco e davanti ad Antiochia fu praticamente massacrato. Bernardo attribuì l’insuccesso al comportamento peccaminoso dei crociati, che il Signore aveva voluto mettere alla prova. Ancora nel 1152, ormai afflitto da numerosi problemi di salute, Bernardo trovò la forza di intraprendere un ultimo viaggio pastorale, che si concluse con la sua morte nel 1153.



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