LETTERA MEETING/ Quando i miracoli ti interrogano, e ti mettono in cammino

- La Redazione

Una lettrice, ANGELA GIORGINI, ci scrive le sue impressioni dopo aver trascorso tre giorni al Meeting. Dalla Nigeria alla crisi, mettendo in discussione se stessa e tutti noi

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L'auditorium del Meeting durante l'incontro con Ignatius Kaigama, presidente della conferenza episcopale della Nigeria

Cari amici de Ilsussidiario,
sono stata tre giorni al Meeting, ho visto dei miracoli…
In Nigeria ammazzano i cristiani, ce l’ha raccontato un sant’ uomo vescovo nigeriano domenica 19 agosto. Ok saranno pure cristiani ma, dico la verità, non è che quando penso a loro li penso esattamente come me. Io mi considero al vertice di una piramide: occidentale, europea, italiana, addirittura del centro Italia senza quindi neanche gli eccessi degli estremi meridionali e settentrionali della penisola che è il top del top nel mondo…. Ma questo non sarebbe ancora niente, io…. sono di CL! Il top del top nella Chiesa cattolica apostolica romana!…
Poi? Poi… vediamo… Al Meeting ho sentito uno dei più autorevoli esponenti dell’organizzazione, in uno degli incontri più importanti, asserire con forza che noi, il cosiddetto popolo del Meeting, reagiamo alla crisi perché non ci stiamo a che il nostro Bel Paese diventi di serie B.
Mi domando e domando ad altri autorevoli personaggi: ma perché, che succede se diventiamo di serie B? Mi accorgo che non è una domanda di successo… Solo alcuni mi dicono che sì non ci troverebbero niente di strano anche perché in serie B ritengono che ci siamo già, mi accorgo che anche questi sono autorevoli… è sì conosco un sacco di gente “importante”!
Sono andata a sentire un americano e due egiziani parlare dell’Islam oggi tra educazione e ragione. È stata un’esperienza tanto tanto bella e importante. È vero che io di filosofia non ho mai saputo niente, ma ho capito che tutti lì, più o meno, certe cose non se le sognavano nemmeno lontanamente. In pratica c’è una cosa fantastica che si chiama ellenizzazione che è al centro del famoso discorso di Benedetto XVI a Ratisbona, per cui se “la si fa” o, meglio, se “la si rifà”, anche qui più o meno, si possono risolvere i problemi tra cristiani e musulmani! La chiamano “riellenizzazione”, visto che secoli fa era stata egregiamente fatta da una scuola di teologi musulmani e di conseguenza loro erano tale e quali a noi, in poche parole ragionavano come noi. Poi nel IX secolo sono venuti fuori altri teologi che, non riesco a capire perché, per quale motivo, hanno tirato fuori che Dio non è uno che ragiona… che vantaggio avranno mai avuto a dire una boiata del genere? Sta di fatto che se si rimediasse alla de-ellenizzazione avvenuta appunto nel IX secolo, e ci vorrebbe neanche chissà che o chissà quanto a detta di uno dei due autorevoli relatori egiziani a educare le nuove generazioni in maniera (non so se si dice ma…. diciamolo!) ellenizzata, magari nel giro di un po’ il mondo islamico ritroverebbe il “senno”. Ma allora mi sovviene… questa è una grande speranza anche per la Nigeria!

Io vado a messa la domenica ed esplode una bomba in chiesa, anzi un uomo-bomba… lo vogliamo chiamare uomo uno che fa così? Insomma dobbiamo farla questa operazione, dobbiamo farla! Io sono a messa e mi uccidono, magari uccidono anche le mie figlie. Mio marito che fa? Uccidono mio marito e le mie figlie, io che faccio? Io che sono il top del top….
Sentite, il sant’uomo vescovo nigeriano ci ha raccontato che quando lui è arrivato sul posto subito dopo un attentato alla sua chiesa, ha trovato che i sopravvissuti erano arrabbiati, ma guarda un po’, ed era arrabbiatissimo anche lui ma… è successo un miracolo. Sua eccellenza monsignor Ignatius Kaigama ci ha fatto piangere, penso tutti quelli che eravamo lì, quando ha raccontato come e perché sia stato possibile che quei poveretti a cui erano morti i loro cari se ne siano potuti tornare a casa senza abbracciare qualche fucile e vendicarsi o almeno difendersi…
Io che non so se l’ho ancora detto ma sono nel top del top, intorno a me continuo a vedere uomini che sono violenti con le proprie mogli, che vivono, come recitava il messaggio del Papa a questo Meeting, una sessualità disordinata (con le loro mogli beninteso quando non hanno il coraggio di tradirle), che sono così attaccati ai soldi, alla posizione di prestigio raggiunta, al potere, che la sola parola crisi mi accorgo come faccia loro tremare le vene… e in questi mesi o anni li ha così messi alla prova da averli resi irriconoscibili.
Mi viene un dubbio, siamo ancora in serie A? Ma da che si misura questa serie A?
È di serie A il matrimonio gay? È di serie B il sacrificio di sé in tutte le sue varie forme quando costruisce l’umano? Chissà perché mi viene in mente che l’umano (quello che per me è serie A) profuma di lavanda dopo che ci si lava dall’aver sudato. Perché?
Al Meeting ho sentito anche che in Europa ci sarebbero sì tanti laureati ma non tanti quanti l’Europa avrebbe fissato giusto doverne esserci. Per forza quando si è il top, quando si è in serie A va da sé che si faccia tutti un lavoro intellettuale, va da sé che si sia non dico affrancati ma quasi, dal lavoro manuale, quello per intenderci per cui a volte si suda persino, quello per cui a sera si è stanchi e si dorme anziché esserlo e non dormire come avviene viceversa. Insomma in serie A ci sono gli extracomunitari che fanno il lavoro manuale e i nostri figli che vanno tutti, indistintamente all’università! Intorno a me se un figlio di italiani laureati trova un lavoro da operaio i genitori sono sì sollevati dal non averlo disoccupato ma gli dispiace che non abbia fatto l’università.
Ho capito che il Sessantotto ha avuto la pretesa di non farci più sudare a nessuno se non agli extracomunitari, e ci siamo convinti del fatto che se uno non ha una conoscenza intellettuale è un ignorante. Scusate se parlo così: sono laureata e molto spesso quando lavoro sudo… Si sa, ognuno tira l’acqua al suo mulino.

Vi assicuro che esiste una conoscenza non intellettuale, che non si impara sui libri e nelle università neanche le migliori. Chi fa un lavoro manuale ha spesso questo tipo di conoscenze che un laureato non avrà mai. Il laureato sarà sempre estremamente ignorante in merito. Sì va bene ma vuoi mettere? Esiste una bella differenza tra la conoscenza intellettuale e quella …. come la vogliamo chiamare? Di serie B?
C’è stato anche un incontro al Meeting cui non sono potuta andare intitolato “La sfida del cambiamento: Welfare e sviluppo. Come uscire dalla crisi senza sacrificare nessuno”. Mi dispiace non esserci andata, sono sicura che hanno detto cose importanti, veramente. Ma una cosa mi domando: come si fa a non sacrificare nessuno? E poi perché? Nei momenti duri di una famiglia, di un Paese ci si sacrifica si sa! Penso a volte agli italiani che sono morti per la Patria nella prima e nella seconda Guerra Mondiale. Hanno dato la vita per il loro paese, per me. Io ora in un momento di crisi che cosa sono disposta a sacrificare di mio? Ho pensato da tanto tempo e l’ho detto anche prima che altri lo dicessero ai giornali, che questa crisi la considero come una guerra o una guerra mancata grazie a Dio perché meno grave ma comunque l’importante è uscirne vivi. Allora dài che facciamo? Cosa siamo disposti a sacrificare noi che abbiamo studiato la storia per essere almeno all’altezza dei nostri padri, dei nostri nonni? Ok siamo al Meeting… che ne so, siamo in tanti… facciamo una sottoscrizione, facciamo come Monti che ha rinunciato al suo stipendio da Presidente del Consiglio, c’è qui un sacco di gente che conosco che, scusate se lo dico ma… come me, potrebbe dare tanto per salvare il Paese, questo Bel Paese che è il top del top!
Ma come mai nessuno ha pensato a rinunciare a qualche cosa di suo per salvare l’Italia? Dico meglio, come mai non trovo nessun sito, nessuno conto corrente bancario adatto a raccogliere una donazione grossa, importante, per salvare l’Italia? Caspita, ci dovrebbe essere la fila a dare… Almeno qui, possibile che tra il popolo del Meeting si sia così venali, così attaccati a… cosa?
Ogni tanto ho detto che Dio fa come gli pare. Mi correggo, ho capito che è sbagliato, Dio non fa come gli pare, Dio fa ciò che è ragionevole (ellenizzazione permettendo) ed oltretutto se noi andiamo contro la nostra stessa umanità non occorre neanche che si scomodi Dio per “punirci”, la realtà mostra il conto da sé, è solo questione di tempo.
Abbiamo la classe politica che ci meritiamo. Come è ovvio e tutti sanno i politici rappresentano il popolo che li elegge non solo formalmente ma talmente sostanzialmente che ritengo esattamente rappresentativo del nostro popolo il Parlamento così come è composto oggi. Guardiamoci intorno, tra i nostri amici, i nostri conoscenti veramente troviamo qualcuno che si distingua così tanto da quello che vediamo in Parlamento?
Abbiamo paura della povertà… Oddio ma cosa dico, addirittura la povertà? Pardon, mi correggo. Abbiamo paura di dover ridurre drasticamente il nostro livello di vita. Di non poter più avere la donna di servizio, che per la maggior parte non avevamo nelle nostre famiglie di origine, di non poter più avere la badante per i nostri genitori, di non poter fare le vacanze un tot di volte all’anno, ecc. mi annoio a scrivere queste cose ma è così. Ci perdiamo la bellezza di avere un vecchio, un nonno in casa, la bellezza di assisterli. È una cosa magnifica a cui abbiamo rinunciato inventando un lavoro che non era mai esistito e mai sarebbe esistito se non fosse caduto il muro di Berlino: la badante! Sì è vero, è possibile che si sudi o che si sia investiti da altri odori sgradevoli facendo il figlio che accudisce il vecchio padre per cui non è molto intellettuale. In ogni caso colgo l’occasione per ribadirlo, le mie figlie sono già informate: io da vecchia non voglio stare con una badante, voglio stare con loro: le mie figlie! (Lo so “vecchia” è una parola che suona male ma con buona pace di tutti lo sarò e detto tra noi non mi fa paura anzi!).

La realtà mostra il conto e ce lo mostrerà. Mi risulta che prima del boom economico i nostri genitori abbiano fatto la fame. Mi risulta che Brasile, India e Cina prima di essere quello che sono fossero… si può dire? Terzo mondo? Porca miseria, già non sei in serie A, ma neanche in B! Figurati terzo mondo! Ma è terribile!!! E pensa ci sono un sacco di persone che stanno ancora nel terzo mondo e non solo sudano un sacco perché in genere da quelle parti, si sa, fa un sacco caldo, ma spesso non c’hanno da mangiare, da bere, e c’hanno pure le guerre! E va be’ ma che cavolo, si può vivere così? Sì, si può vivere, si può vivere così, la tenerezza di Dio ci dia di sperimentare che essere stati scelti è l’unica cosa sufficiente per essere felici e per tentare di costruire un Paese “felice”.
Cavolo, fra un po’ se fanno questa benedetta ri-ellenizzazione ci passano avanti anche i musulmani. Buon per loro, sono contenta, così si fa!
Ma se il top del top di un popolo che è il top del top dei popoli si perde dietro alle proprie voglie, dietro al proprio orgoglio, ai propri progetti egemonici, ai propri interessi di parte, alla difesa del proprio piccolo orticello per quanto bello ricco e variegato, curato e custodito… Siamo immersi nei nostri miseri tentativi di non perdere a tutti i costi ciò che è sicuro, sicurissimo che perderemo. Non solo prima o poi a causa di quella sventura che esiste ancora e si chiama morte, ma lo perderemo comunque, anche prima, se ciò che ci interessa è imporre noi stessi, il nostro modo di pensare e se diventiamo non dico nemici ma un po’ meno amici tra di noi… Se a 55 – 60 – 65 anni quello che si sentiva dire 5 – 10 – 15 anni fa non è diventato più vero, più lucente, più gioioso…
Il miracolo più grosso che ho visto accadere al Meeting è il cambiamento del mio cuore per cui anche verso quelli che mi irriterebbero di più sento ora un sentimento di compassione e posso accogliere di nuovo questo povero umano di cui la nostra compagnia è così riccamente e variamente assortita senza scandalo, per un traboccare di grazia. Signore Gesù abbi pietà di noi che siamo stati scelti, abbiamo avuto tutto il meglio che si possa immaginare e siamo ancora così feriti dal doverci piegare ad una idea che non è la nostra, dal dover seguire non solo chi è diverso da me ma chi addirittura la pensa diversamente, piegarci… Obbedire. Chiedere!!!
Sì, di questa ribellione all’obbedienza, di questa fatica che si fa ad amare chi ci è dato come padre, non è solo il Sessantotto che dobbiamo incolpare, c’era già in Adamo ed Eva… Ma certo chi come me ha avuto tanto, così tanto dalla vita, soprattutto educativamente, porta il peso di una responsabilità di fronte al mondo che Dio non voglia diventi motivo di condanna. Ma ci sarà conteggiata, ce ne sarà chiesto conto. Prima di tutto ora, qui, nel top del top… In questa realtà non addomesticabile e per questo positiva.

Angela Giorgini

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