SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 28 agosto, viene celebrato Sant’Agostino

- La Redazione

Il 28 agosto la Chiesa Cattolica ricorda Sant’Agostino, vescovo di Ippona e padre della Chiesa, considerato uno dei massimi teorici e pensatori del cristianesimo del primo millennio.

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Il 28 agosto la Chiesa Cattolica ricorda l’importante figura di Sant’Agostino, vescovo di Ippona e padre della Chiesa. Considerato uno dei massimi teorici e pensatori del cristianesimo del primo millennio, Agostino nacque a Tagaste, in Numidia, l’attuale Algeria. Fu quindi di etnia berbera, anche se la sua formazione intellettuale fu interamente di stampo ellenistico e latino. Anche la Numidia, infatti, faceva a quel tempo parte dell’Impero Romano. La sua era una famiglia di piccoli proprietari terrieri e la madre, Monica, anche lei divenuta santa, Monica, era una delle poche donne del suo tempo che potè imparare a leggere. Crebbe così i suoi figli, in particolare Agostino, nella fede e nell’osservanza dei precetti cristiani. Agostino conosceva il latino e il punico, mentre non padroneggiò mai il greco. Fu da subito uno studente dalle doti non comuni, tanto che il padre Patrizio, orgoglioso della riuscita negli studi del figlio, acconsentì a mandarlo a Cartagine per la loro prosecuzione. Mentre la famiglia raccoglieva il denaro necessario per il trasferimento del giovane, il padre Patrizio morì e fu la madre a dover occuparsi della famiglia. Agostino, che trascorreva il tempo in ozio, come egli stesso racconta nelle Confessioni, fu trascinato in un vortice di passioni che ben presto lo portarono a vivere una vita dissoluta e votata ai piaceri della carne. La madre Monica si angustiò non poco per la piega che aveva preso la vita del suo figlio prediletto e tentò ogni cosa pur di strapparlo alla dissoluzione morale e all’abbandono della fede. Ma Agostino, in questa fase giovanile della sua vita, non si fece rimettere sulla retta via. Giunto finalmente a Cartagine, dove intraprese gli studi giuridici, convisse con un’ancella dalla quale ebbe anche un figlio. Agostino era un giovane curioso e desideroso di trovare il senso dell’esistenza anche passando attraverso esperienze che apparentemente lo allontanavano dal cristianesimo e dalla fede. In quel periodo si avvicinò al Manichesimo. Giunto al temine dei suoi studi sarebbe stato destinato alla carriera giuridica, ma questa non si confaceva alla sua indole e preferì avviarsi verso la professione letteraria, quindi tornò a Tagaste per insegnare grammatica. Qui incantava i suoi alunni con la sua loquela e con le profonde conoscenze dell’animo umano. Il suo insegnamento spaziava in ogni campo del sapere, ma Tagaste si rivelò ben presto troppo piccola per lui, così ritornò a Cartagine dove insegnò retorica. Fu finalmente in questo periodo che ripudiò il Manicheismo, riavvicinandosi al cristianesimo. Ma fu il suo trasferimento a Milano, nel 383, che segnò la svolta decisiva nella vita del filosofo. 

Qui frequentò la scuola di Sant’Ambrogio e cominciò lo studio dei filosofi neo platonici, ai quali si accostò con entusiasmo e con cui si avviò sulla strada della verità. Ma ci vollero ancora alcuni anni di grande travaglio spirituale: Agostino non riusciva a staccarsi completamente dalla sua vita fatta anche di amore per le donne e di piaceri terreni. Grazie ad Ambrogio, con il tempo comprese che la via della verità comportava, per essere seguita, alcune rinunce. Finalmente nel 387, ricevette il battesimo dalle mani del santo insieme con suo figlio. Dopo il battesimo Agostino cominciò a sentire il desiderio di ritirarsi in una vita solitaria e per fare questo pensò di tornare in Africa, a Tagaste, con la madre. Intraprese così il lungo viaggio di ritorno, fece prima tappa a Roma, dove restò a lungo in cerca di un imbarco. Giunto ad Ostia, la madre morì dopo alcuni giorni di agonia, forse a causa della dissenteria. Arrivato quindi a Tagaste, il suo primo gesto fu quello di spogliarsi di ogni avere e regalare ogni cosa ai poveri. Poi, con alcuni seguaci e con suo figlio, si ritirò in un podere per vivere in preghiera e in povertà. Ma la sua vita ebbe ancora una svolta nel 391, quando fu ordinato vescovo di Ippona pur senza avere mai desiderato ricoprire cariche istituzionali nella Chiesa. La casa episcopale di Ippona divenne un luogo frequentato da discepoli che giungevano da ogni parte dell’Impero per ascoltare l’insegnamento illuminato di Agostino. Durante i 34 anni del suo vescovato Agostino scrisse le opere che diventeranno i capisaldi del pensiero cristiano di tutti i tempi: le Confessioni, le Ritrattazioni, le Lettere, La Città di Dio. Morì all’età di 72 anni, nel 426.



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