MASSOBRIO/ In Veneto, dai bigoli con l’oca dell’Appaloosa di Asiago alle soppresse di Bassano

- Paolo Massobrio

In viaggio con PAOLO MASSOBRIO su e giù dai piani di Asiago per scoprire una fetta di Veneto che in cucina è straordinaria. La famiglia Giovannini vi sorprenderà e anche Alessandro Baggio

asiago_phixr
Asiago (Infophoto)

Mi sto innamorando del Veneto e della sua cucina e in particolare mi sto innamorando di quei piani di Asiago dove da tre anni, a settembre vado a fare una vacanzina con un gruppo di amici. Quest’anno me la sono goduta da giovedì fino a lunedì, con una serie di assaggi che ricorderò per molto tempo. La meta è stata Gallio, un grazioso paesino poco dopo Asiago, dove c’è anche il Panificio Plebs di Plebs Sandro (piazza Italia, 31) che usa la farina del Molino Quaglia per fare il mitico pane Petra. Cercate poi l’hotel Garteen (via Kanotele, 13 – 0424445102) con ottima cucina, piscina e centro benessere. Davanti a voi le montagne placide, ancora più belle se andrete in Val Formica per una gita in mezzo alle malghe che producono il formaggio Asiago (buono quello del caseificio Pennard).

La tavola grandiosa è stata all’Appaloosa (tel. 0424658280) nell’omonima località di Gallio al numero 2. Qui la famiglia De Giovannini vi farà toccare il cielo con un dito, con una teoria di piatti straordinari. Vi colpirà l’eleganza, ma nello stesso tempo l’ambiente famigliare con angoli suggestivi creati in un’unica grande sala. Il menu è di quelli che vi portano a volere tutto (un menu degustazione è a 45 euro). Hanno una filosofia ben precisa: prodotti freschi, di stagione e del territorio. Assaggiate allora la pappa al pomodoro con crema di burrata o la coppa di crema di gorgonzola e pera con sedano e noci (fantastica!). Tra i primi, ghiotti gli gnocchi con finferli su fonduta di Asiago, ma anche i tortelli di quaglia in zuppa d’uva moscata, accanto ai bigoli con l’oca, porcini e tartufo nero, e pappardelle al sugo di coniglio e chiodini. La prossima volta prederemo le penne con “la mia salsa all’amatriciana” e la zuppa alla cimbra. Tra i secondi, apoteosi con petto di faraona farcito con bottaggio di verdure e porcini, filetto di manzo alla cimbra, baccalà alla vicentina, trippa di vitello alla veneta e altre 10 scelte fra arrosti, gulash e quant’altro. I dolci sono un trionfo con la coppa di mascarpone che solo a vederla ti dice festa. Una gran bella sosta!

Poi, la discesa, domenica, a Bassano del Grappa, per incontrare il grande Alessandro Baggio, titolare di una delle migliori boutique del gusto d’Italia. Lui ha delle chicche uniche, a cominciare dalle soppresse, fino agli asparagi bianchi di Bassano conservati nei vasetti di vetro e disponibili tutto l’anno. Che buoni anche solo con un filo di olio (fantastico quello di Zonta dell’azienda vitivinicola Due Santi). Qui a Bassano si fa anche vino e in particolare una perla che è il Torcolato di Breganze, vino dolce, passito, di straordinaria fattura. Ma se vi fidate di me, chiedete anche la Malvasia “Campo dei Fiori” 2011, che spicca di un colore giallo oro brillante, profumo di glicine, e poi una trama fine e speziata. E questa è solo la prima puntata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori