FRANCIA/ Famiglia uccisa, il criminologo: ecco perché si tratta di un agguato

- int. Francesco Bruno

E’ ancora mistero fitto sullo sterminio di una famiglia di turisti britannici avvenuto mercoledì sera in una strada di campagna nell’Alta Savoia. Ne parliamo con FRANCESCO BRUNO, criminologo

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Foto Infophoto

Un “atto di ferocia inaudita”. Le parole del procuratore Eric Maillaud descrivono perfettamente quanto accaduto il 5 settembre in Alta Savoia, nei pressi del lago di Annecy, dove una famiglia di villeggianti britannici di origine irachena è stata sterminata a colpi d’arma da fuoco. I cadaveri sono stati ritrovati all’interno della Bmw di proprietà di una delle vittime, Saad al Hilli, nato 50 anni fa a Baghdad e residente a Claygate nel Surrey, nella periferia meridionale di Londra. Insieme a lui sono stati giustiziati la moglie e un’altra donna più anziana, oltre a un ciclista francese trovato morto vicino all’auto, con ogni probabilità colpevole solamente di essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Una bambina di 8 anni, attualmente non in pericolo di vita, è stata invece raggiunta da almeno tre pallottole e ha il cranio fratturato. Secondo il procuratore, chi l’ha aggredita la avrebbe colpita “più volte e con violenza” al cranio con un oggetto contundente. I colpi d’arma da fuoco l’hanno invece raggiunta alle spalle. Una volta giunti sul luogo, gli agenti hanno immediatamente “congelato” la scena del crimine per preservare i reperti presenti, senza però accorgersi che sotto i corpi dei tre passeggeri uccisi si nascondeva un’altra bambina di 4 anni, illesa, rimasta immobile per otto ore e trovata solo quando gli investigatori hanno iniziato l’ispezione dell’auto: “Mi sono nascosta, non sapevo chi fossero i buoni o i cattivi”, avrebbe detto. In attesa di ulteriori aggiornamenti, sono molti gli aspetti che a prima vista sembrano non quadrare. Il Procuratore di Grenoble ha reso noto che le tre vittime hanno ricevuto un proiettile alla testa: una rapina finita nel sangue o una spietata esecuzione premeditata dai contorni tutt’altro che chiari? Lo abbiamo chiesto al noto criminologo Francesco Bruno.

Cosa può dirci riguardo la strage nonostante i dettagli siano ancora piuttosto scarsi?

Sì, le informazioni sono ancora poche ma a prima vista direi che si tratta di un’esecuzione organizzata, soprattutto se dovesse essere effettivamente confermato che le vittime sono state tutte uccise con un colpo d’arma da fuoco alla testa. Personalmente escluderei la mano della criminalità organizzata, in particolare per come è stata attaccata la bambina di 8 anni. Sono invece abbastanza convinto che l’altra sia rimasta illesa per pura fortuna. Se i killer l’avessero vista, avrebbero ucciso anche lei.

In base a quanto emerso in queste ore, secondo lei che tipo di killer si nasconde dietro gli omicidi?

La mano che ha sparato sembra essere quella di uno o più professionisti, freddi, che hanno mirato alla testa per assicurarsi che nessuno sopravvivesse. Sembra proprio un classico agguato: un lento inseguimento, fino a un punto preciso, per poi mettere in atto il piano. Anche il luogo, infatti, non sembra essere casuale.

In che senso?

L’auto è stata ritrovata in un parcheggio ai margini di una foresta. L’Alta Savoia è nota per essere un luogo ideale per effettuare itinerari turistici in luoghi e spazi spesso anche molto isolati. E’ quindi molto probabile che chi ha sparato avesse intenzione di colpire proprio in quel punto, e possiamo anche ipotizzare che alla famiglia sia stato dato un appuntamento proprio in quel parcheggio. Lo dico perché, da quello che ho potuto vedere, sembra essere una strage preparata minuziosamente, che nasconde motivi più grandi di quelli che appaiono a prima vista.

Non le sembra però particolare il fatto che la strage sia avvenuta in Francia? Mi spiego: se la famiglia era residente in Inghilterra e se chi ha sparato aveva già premeditato il tutto, perché allora agire proprio nell’Alta Savoia?

Una delle ipotesi a cui stavo pensando è nata dal fatto che l’uomo ucciso è nato a Baghdad e che sul posto sono stati rinvenuti due passaporti, di cui uno iracheno. La Francia da tempo è una delle maggiori mete per rifugiati iracheni e iraniani. Tenendo poi conto dell’attuale tensione tra Iran, Iraq e dell’evolversi della crisi siriana. Potrebbe anche essersi trattato di un omicidio dettato dall’odio storico tra i vari Paesi. Al di là di queste ipotesi, però, sono abbastanza convinto che l’uomo rimasto ucciso non fosse un semplice padre di famiglia in vacanza con moglie, suocera e figli. Deve esserci qualcosa di più grosso sotto e ovviamente escludo le ipotesi di una rapina finita male o una spietata violenza scatenata da futili motivi.

Un’ultima domanda: non le sembra grave che, per non contaminare la scena del crimine, la polizia francese abbia lasciato una bambina di 4 anni sotto tre cadaveri per otto ore?

L’esigenza di non toccare la scena del crimine è sacrosanta, ma è ovvio che sarebbe stato opportuno osservarla meglio e verificare le condizioni dei passeggeri dell’auto. Pur essendo situazioni estremamente contrastanti, è indubbia la leggerezza da parte delle autorità. In particolare, quando avvengono omicidi di questo tipo all’interno di un’automobile, bisogna sempre sospettare che ci sia un bambino nascosto sotto, protetto dai genitori subito prima di essere colpiti.

 

(Claudio Perlini)

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