ITINERARI/ Quelle mete della Val d’Aosta che ci fanno sentire a casa

- Marco Gatti

MARCO GATTI ci propone una serie di hotel, locande e dimore di montagna dove, tra cibi, comfort d’ogni genere e servizi, i valdostani si dimostrano maestri di accoglienza.

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Foto: InfoPhoto

Fontina e champagne. Era questa la bella iniziativa che, qualche anno fa, mi aveva svelato per la prima volta il volto goloso della Valle d’Aosta. Per me, fino a quel momento, Courmayeur, Gressoney, Cogne o Cervinia erano la bellezza di Monte Bianco, Monte Rosa, Gran Paradiso o Cervino. L’emozione di una discesa a perdifiato sugli sci. La sorpresa di una sosta rigenerante alle Terme di Pré Saint Didier o di Saint Vincent. L’incanto di un territorio meravigliosamente intatto grazie alla caparbietà e all’orgoglio dei suoi abitanti. La poesia di chiese e crocifissi lignei, e di castelli da fiaba. Ma che questo angolo d’Italia che profuma di Francia, fosse terra accogliente e di gusto, proprio non lo immaginavo. Da allora, ogni ritorno, è stato una conferma. I valdostani sono maestri di accoglienza. E in Valle, operano alcuni dei migliori professionisti dell’hotellerie e della ristorazione nazionale. Autentico poker d’assi, quello formato dai quattro indirizzi che sono eccellenze della nostra GuidaCriticaGolosa. Due le mete del cuore. È autentica “Corona radiosa” dove non si vede l’ora di tornare: La Clusaz (loc. Clusaz – al Km 12,5 della SS 27 per il Gran San Bernardo – tel. 016556075 ) di Gignod, locanda con 14 camere (un particolare per tutti, per dire della cura che hanno qui, i piccoli flaconcini di shampoo alla mele ranette del celebre farmacista Andrea Nicola di Aosta), e ristorante dall’insuperabile rapporto qualità prezzo (menu tradizione a 35 euro e menu stagionale a 45 euro), che i titolari, i formidabili Maurizio Grange (chef, tra i suoi maestri, il grande George Cogny) e Sevi Math, hanno reso vero locale dell’anima, grazie a cucina (memorabili tortino di castagne con pancetta e lardo, pancia di maialino da latte laccata al miele con crema di zucca e purè di castagne, i formaggi), vini e servizio che regalano emozioni a non finire. E l’Hotel Bellevue (Rue Grand Paradis, 22 – tel. 016574825) di Cogne, radiosissima, romantica, dimora di montagna, dove la famiglia Roullet, interpretando con intelligenza le esigenze della clientela di oggi, ha creato soluzioni che offrono relax e ristoro, con diverse soluzioni di gola (con ristorante gourmet, bar a fromage e brasserie du Bon Bec per gli amanti dei piatti della tradizione montanara), camere dotate di ogni comfort, uno spazio wellness di rara eccellenza.

E due le novità, scoperte di Papillon. Il Royal e Golf Hotel (via Roma 87 – tel. 0165831611) di Courmayeur, che da dicembre ha deciso di portare al livello di eccellenza dell’accoglienza, anche la cucina, affidando fornelli e servizio ai pluripremiati Maura Gosio e al marito Andrea Corradi. E il ristorante La Cassolette dell’Hotel Mont Blanc (loc. la croisette, 36 – tel. 0165864111) di La Salle, che ora è il regno di quel Marco Veziaga, che era stato capace di portare al faccino radioso l’Osteria Belvedere di Varallo. Vini? Per i rossi, è cantina di cui si sentirà parlare, Gerbelle Didier di Aymavilles (tel. 16590209). E per un brindisi beneaugurante all’anno nuovo, La Kiuva (tel. 0125966351) di Arnad, che firma il sorprendente Seigneurs de Vallaise, spumante da uve pinot grigio e chardonnay. Auguri!



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