GOLOSARIA 2013/ Tre giorni nel segno del gusto e delle eccellenze italiane

- Paolo Massobrio

Tre giorni nel segno del gusto, dove poter finalmente mettere su un piedistallo le scoperte fatte in un anno di ricerche. PAOLO MASSOBRIO ci presenta l’edizione 2013 di Golosaria

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Golosaria 2013
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Francesco ha una bottega a Porto San Giorgio, nel Fermano. E l’ha chiamata la Bottega di Francesco. Ci sono stato in questo weekend di effervescenza marchigiana e mi ha sorpreso vedere la sua vitalità, la sua selezione meditata, sia di prodotti locali, sia di quelli del mio Golosario. Mentre eravamo a chiacchierare di storie e di personaggi che stanno dietro a quei prodotti, una signora ha chiesto (e preteso) che fosse lui a tagliargli il prosciutto a coltello. Al che Francesco si è distaccato ed ha servito la signora. Che lo guardava con un piglio tra il severo e il soddisfatto. Ecco, in quel momento ho capito perchè, caro Renato Borghi, vicepresidente di Confcommercio, le botteghe non moriranno mai. A patto che dietro al banco ci sia un Francesco professionale, rassicurante e davanti una signora che non cerca solo un buon prodotto, ma anche lo spettacolo di una manualità e di un servizio.

Nel prossimo weekend, dal 16 al 18 novembre, a Milano, si celebra Golosaria (www.golosaria.it), che è l’evento annuale dedicato al mio libro, Il Golosario, dove ho il piacere di mostrare a 25 mila persone non solo le mille pagine di un libro di selezioni, ma anche i volti di questi professionisti romantici. Al Superstudio Più di via Tortona saranno 250. E molti di essi sono giovani come Francesco, alle prese con la loro prima uscita pubblica. Con quelli che premieremo sul palco domenica, saranno 500 i volti di Golosaria, che gireranno in un festival di eventi, assaggi, spettacoli, incontri.

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A vedere il programma anche a me sovviene la sorpresa: ma come abbiamo fatto a mettere insieme tutto questo? Eppure il gusto ha un’ascesa inarrestabile. E’ l’Italia. L’Italia di quello che ha la bottega con lo stoccafisso o di quello che, appena terminata l’università, s’è messo con tre amici a coltivare zafferano in Brianza. Chi alleva gli storioni e fa il caviale e chi la birra artigianale. Perchè dunque faccio Golosaria? Per questo: per mettere su un piedistallo, insieme al mio collega Marco Gatti, quel mondo che scopriamo durante un anno di ricerche. Ed è la faccia buona dell’Expo 2015, di quell’Italia che non ha capacità di comunicazione e promozione, ma ogni giorno alza la saracinesca con una convinzione: l’agricoltura e l’artigianato che ne deriva è una risorsa del Paese. Poi Golosaria è anche un laboratorio di idee e quest’anno ciò che porteremo sarà davvero clamoroso.

Parleremo infatti di salute nel piatto, con tante accezioni: dalla scommessa di un imprenditore di Bergamo e di un medico pugliese che ogni giorno racconteranno come cucinando ci si fa del bene, all’acqua più leggera d’Europa, anche in cucina. E poi la pizza 180, ovvero la pallina dalla grammatura ideale per mangiare entro le 600 calorie come facevano 200 anni fa a Napoli con la pizza a libretto. E sarà una pizza senza glutine e senza lieviti.

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Altro argomento forte sarà poi il futuro dei negozi, ma anche dei piccoli produttori. Lunedì infatti si parlerà del mondo multitasking che significa sia i locali che sono diventati luoghi di incontro e di ristoro (macellerie, panetterie, latterie), sia di siti che agevoleranno la vendita on line: da quello del negozio sotto casa (Tacatì) a quello della fiera, come Artigiano in Fiera, che lancerà in anteprima la sua piattaforma intrigante denominata Make Hand Buy. Insomma, avremo il presente e il futuro, dentro quella cosa rassicurante che è il cibo, ma anche il vino (che si potrà votare in diretta, con l’app WineNot). Questa e molto altro ancora è Golosaria: un anno vissuto intensamente e poi portato tutto insieme per tre giorni, a Milano. Siete tutti invitati!

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