SANTO DEL GIORNO/ Il 15 novembre si celebra Sant’Alonso Rodriguez

- La Redazione

Il 15 novembre, tra i tanti santi che vengono celebrati, ricordiamo Sant’Alonso Rodriguez, missionario in Paraguay dove portò avanti con coraggio l’opera di evangelizzazione.

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Sant'Alonso Rodriguez
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Tra i santi che vengono celebrati il 15 novembre, c’è anche Sant’ Alonso Rodriguez, protagonista di un caso più unico che raro nel quadro della agiografia cattolica: con questo nome, infatti, esistono due santi, praticamente contemporanei ed entrambi provenienti dalle file dei gesuiti. A distinguerli è proprio il martirologio cui fu sottoposto il santo celebrato il 15 novembre. Nato a Zamora, in Spagna, nel marzo del 1599, Padre Alonso Rodriguez dette luogo al suo noviziato presso i gesuiti, a Villa Garcia, nei dintorni di Valladolid, per poi salpare dal porto di Lisbona nel novembre del 1616, con destinazione il Sud America, dove era stato destinato alle missioni esistenti in Paraguay. Sbarcò a Buenos Aires nel febbraio del 1617, per porsi immediatamente alle dipendenze di Padre Mastrilli, dimostrando tutte le sue doti di estrema prudenza e giudizio, che ne fecero un punto di riferimento per i confratelli. Molto portato per l’insegnamento, ben presto fece emergere le sue doti di governo, facilitato anche dall’apprendimento della lingua parlata dagli indios del posto, l’ostico guaycurù con il quale si erano scontrati sino a quel momento, soccombendo, tutti missionari che avevano provato a capire i segreti dell’idioma. Il suo operato in Paraguay va inquadrato nella complicata situazione che si era venuta a creare nel Paese a seguito della nascita delle cosiddette riduzioni che erano state ideate da un altro gesuita, M. di Lorenzana, il quale aveva iniziato a creare questi villaggi proprio all’inizio del secolo, in cui erano stati riuniti gli indios che avevano sino ad allora condotto un modo di vita nomade e in piccoli gruppi. Le riduzioni avevano in particolare il compito di riunirli e di permettere loro una vita migliore, nella quale il lavoro stabile aveva un posto di grande rilievo e in grado di portarli ad un tenore di vita più agevole. Naturalmente, il tutto si accompagnava al tentativo di convertirli al cristianesimo e ben presto i problemi avviati da questo tentativo, che era una vera e propria rivoluzione tale da andare a sconvolgere abitudini e ritmi di vita secolari, giunsero a maturazione. Il primo esperimento in tal senso era stato quello di Sant’Ignazio Guassù, che ben presto fu seguito da molti altri che interessarono tutta quella vasta zona del Rio de La Plata, tra Paraguay e Uruguay. A rendere estremamente complicata la gestione di questo ardito esperimento sociale, furono soprattutto gli appetiti dei commendatori, i signorotti che avevano formato una casta di latifondisti sequestrando le terre degli indios, appoggiati da un governo coloniale corrotto e avido. Il dissidio tra commendatori e governo da una parte e i gesuiti dall’altra, assunse presto tinte molto accese, spingendo i primi a considerare l’uso della forza per ristabilire la situazione che ne aveva consentito l’arricchimento. Fu proprio Padre Alfonso Rodriguez ad affiancare Padre Rocco Gonzalez di Santa Cruz, il missionario paraguyano che era stato incaricato di far funzionare al meglio le riduzioni. Nel 1614 le missioni apostoliche cominciarono a spingersi nel cuore delle regioni più sperdute e selvagge del Paranà, mai esplorate sino a quel momento. Insieme alla fondazione delle riduzioni, fu portata avanti l’evangelizzazione di grandi e piccoli e l’amministrazione di tutti i sacramenti. 

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Un intensa opera che però fu malvista dagli stregoni delle tribù interessate, i quali dimostrarono ben presto di non gradire l’attività dei missionari. Ne derivò una vera e propria congiura, che aveva come compito la totale distruzione delle riduzioni, ormai viste come una minaccia agli usi e costumi dai quali gli stessi stregoni avevano ricavato la loro stessa posizione di forza. Proprio in una delle riduzioni di recente fondazione, quella dell’Assunzione, avvenne il 15 novembre del 1628 l’uccisione dei due missionari, che ebbe luogo dopo la celebrazione della Messa, quando si erano appena dedicati al lavoro che doveva portare all’erezione di edifici in legno, insieme ad un gruppo di indigeni. Chini nel tentativo di attaccare il batacchio che doveva ornare la campana della chiesa in costruzione, essi furono colpiti e uccisi da una mazza di pietra. Lo stesso destino colpì due giorni dopo anche un altro gesuita, Padre Juan del Castillo, il quale su ritrovò accerchiato da un folto gruppo di congiurati, che lo trascinarono nei boschi per poi ucciderlo con dei colpi di scure. I tre martiri furono beatificati da papa Pio XI, nel gennaio del 1934, per poi essere canonizzati da papa Giovanni Paolo II nel mese di maggio del 1988 in una cerimonia tenuta ad Asunción, la capitale del Paraguay.

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