RIVELAZIONI SCHIAVONE/ Il prete anti-camorra: i giovani muoiono per i veleni e lo Stato sa tutto da 16 anni…

- int. Maurizio Patriciello

DON MAURIZIO PATRICIELLO – La Terra dei Fuochi è un territorio lacerato e violentato dal malaffare mafioso che ricopre il terreno di rifiuti tossici. I tumori stanno decimando la popolazione

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foto Infophoto

“Entro vent’ anni gli abitanti di numerosi Comuni del Casertano rischiano di morire tutti di cancro a causa dei rifiuti pericolosi interrati”. Queste le parole del pentito del clan dei Casalesi Carmine Schiavone, risalenti al 1997, rilasciate in occasione di una deposizione alla Commissione Parlamentare e rese pubbliche solo oggi.  La Terra dei fuochi è una regione quanto mai lacerata dal malaffare mafioso, devastata dal traffico illegale di rifiuti nocivi che hanno avvelenanto una terra e la salute dei suoi abitanti. I rifiuti hanno di fatto invaso i terreni agricoli e contaminato le falde acquifere e i rischi per la popolazione (e anche per i consumatori dei prodotti provenienti da questa zona) sono altissimi; il tasso di mortalità per tumori è in continua impennata. Per farci raccontare il dramma che vive la Terra dei Fuochi la redazione de ilsussidiario.net ha contattato Don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, che lotta da anni al fianco dei cittadini contro la camorra locale.

È stata resa nota oggi una dichiarazione del pentito Carmine Schiavone che, nel 1997, ha dichiarato: “la gente del Casertano morirà tra vent’anni”. Come la commenta? Ha fatto una profezia macabra che si è realizzata. Ma queste cose le ha dette 16 anni fa e noi ci siamo accorti già da qualche anno che le cose non andavano assolutamente bene. Non che sia un oracolo, ma almeno da questo punto di vista Carime Schiavone ha detto il vero.

Già si sapeva quindi... Esatto, il problema è che non è mica una novità. Gli atti desecretati non hanno portato a galla niente che già noi non sapevamo La cosa triste è che Schiavone queste cose le aveva già riferite allo Stato a suo tempo, dicendo “le istituzioni sanno tutto” e a proposito…

Ci dica. Io mi chiedo perché lo Stato tutti questi anni non abbia mai avvertito la popolazione dei gravissimi rischi per la salute: non è mai stato lanciato un allarme. Hanno fatto inchieste su inchieste e commissioni su commissioni chiedendo sempre le stesse cose inutilmente perché sapevano già tutto, ma non hanno agito. Perché?

Le parole di Schiavone suonano come una beffa insomma. Oggi per noi è una giornata tristissima. Non è successo niente di nuovo. Tutto quello che abbiamo letto negli atti era, ripeto, cosa assai nota.

Come se le istituzioni non si fossero mosse? Qualche atto concreto è arrivato solo negli ultimi tempi, ma in questi 16 anni che cosa è stato fatto? Non è stato messo in sicurezza nemmeno un etto di terreno, i camion e i tir che vanno in giro per l’Italia trasportando veleni, vanno e vengono: non è stato nemmeno messo in pratica il sistema satellitare per tracciare questi tir.

Troppe lacune insomma. Ripeto, che cosa è stato fatto negli ultimi 20 anni? Niente. Si è continuato a parlare con insistenza sempre e solo dei rifiuti urbani quando il dramma vero che uccideva il popolo campano erano i rifiuti industriali tossici. E ce ne siamo accorti noi senza essere scienziati; ce ne siamo resi conti con la sapienza dei semplici. Abbiamo lanciato l’allarme e un grido di paura e di aiuto. Chi doveva dare risposte si è sempre negato, rifiutandosi o ridimensionando la cosa nascondendosi dietro ricerche e studi inventati.

Vi sentite abbandonati. Io sono un semplice prete, posso raccogliere il sintomo e il grido di dolore della povera gente, ma non posso cambiare le cose. La gente, ha bisogno di una mano e invece è lasciata allo sbaraglio.

Ma in pratica come funziona questo racket dei rifiuti tossici? È una rete ormai oliatissima. Schiavone l’ha detto sempre molto chiaramente, l’ha spiegato lui stesso molto bene. Camion tossici che partono dalle industrie del Nord  Italia (Lombardia, Toscana, Piemonte…) e anche dall’Europa e vengono qui in Campania a scaricare questi veleni, tutto quel fango maledetto. Il problema è che si è sempre cercato di bloccare l’ultimo anello della catena: è vero sì che ci sono dei rom che bruciano facendo roghi tossici, ma quello è l’ultimo anello della catena. In pratica vengono bruciati i rifiuti delle industrie che lavorano in nero.

Ci spieghi. Per esempio, se per ogni chilogrammo di borsa che viene fabbricata, si produce mezzo chilogrammo di scarto, questo scarto (della borsa fabbricata in nero) deve essere smaltito in nero. Viene così bruciato: ecco qui i roghi tossici. E poi c’è tutto quello che viene interrato. E Schiavone ha parlato del Lago di Lucrino: chissà cosa c’è in quel lago…qualcuno si è  mai preoccupato di andare a controllare?

Ma la popolazione lotta compatta contro questo sistema o invece c’è chi fa orecchie da mercante perché collusa o perché non vuole rischiare? Facciamo quello che possiamo. Collusi ce ne saranno eccome, e di persone che fanno finta di niente ce ne sono tante perché magari non riescono  reagire. Le dico solo che pochi minuti fa mi è arrivata la notizia che una persona cara si è tolta la vita perché pensava di avere un tumore. Tanta gente non ce la fa neanche e quindi preferisce non pensarci fino al giorno in cui si ammalerà. Mi permetta…

Prego. L’ansia insopportabile, il malessere e la depressione dovrebbe interessare uno Stato attento alla sua popolazione. Qua la gente non sa cosa fare e le madri non sanno cosa comprare quando vanno a fare la spesa. È proprio per questo motivo che chiediamo ormai da anni e con forza la mappatura dei nostri territori perché abbiamo il diritto di sapere cosa arriva sulle nostre tavole. I contadini devono sapere se stanno coltivando un prodotto sano o un prodotto avvelenato.

Ci sono stati recentemente episodi di violenza e intimidazione?Anche subiti da lei stesso. Nono niente, in questo tutto bene…

Lei combatte da anni in prima linea: è sempre peggio o si può sperare in un futuro meno nero? Bisogna avviare una discussione molto seria su quello che è successo perché la gente è disperata. Non c’è una famiglia a cominciare dalla mia dove non c’è uno o più ammalati di tumore in casa. E soprattutto i bambini sono i più colpiti. È una tragedia, tutte queste giovani madri e genitori che perdono i figli. Sono tantissimi, troppi. Faccio solo funerali di giovani che muoiono di cancro. Ma cosa sta succedendo?

Neanche un briciolo di speranza? La speranza c’è e qualcosina si sta muovendo. Ma noi che abitiamo in questa terra abbiamo purtroppo la percezione che il problema è molto grave. Quando Caldoro dice che ci vorranno 80 anni (e chissà quanti soldi) per le bonifiche non è che sta dicendo una fesseria. 

Sono previste a breve nuove iniziative per manifestare questi scandali? Come no, il 16 novembre saremo tutti quanti Napoli. Abbiamo chiamato la manifestazione “Fiume in piena” e penso che questa volta sarà realmente una fiumana di gente.

(Fabio Franchini)

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