SANTO DEL GIORNO/ Il 12 dicembre si celebra San Valerio di Leuconay

- La Redazione

Il 12 dicembre si celebra San Valerio di Leuconay, detto anche Walaricus o Valerico. Fu un monaco franco, poi abate, appartenente all’Ordine di San Colombano

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Il giorno 12 dicembre di ogni anno, la Santa Romana Chiesa ricorda la figura di San Valerio di Leuconay, un abate che con la propria fede e la propria umiltà ha servirto il Signore. Della vita di San Valerio di Leuconay si sa pochissimo anche perché è vissuto intorno alla seconda meta del V secolo dopo la nascita di Cristo. Secondo alcuni documenti storici risalenti ad alcuni secoli dopo la sua morte, la nascita di San Valerio di Leuconay dovrebbe essere avvenuta nel 565 nei pressi di una cittadina di cui non è noto il nome ma che stando alle ricostruzioni degli storici, doveva trovarsi all’interno della regione dell’Alvernia, che si trova nella parte centro meridionale della Francia, grosso modo nel Massiccio Centrale. Delle sue origini si sa pochissimo o praticamente nulla se non che probabilmente la propria famiglia doveva essere di fede cristiana per cui San Valerio di Leuconay, sia cresciuto in un ambiente che gli ha fatto conoscere la parola di Gesù e soprattutto i suoi insegnamenti. Le prime notizie relative all’esistenza di San Valerio di Leuconay si hanno intorno al 594, quando all’età di ventinove anni, decise di coltivare la propria vocazione, consacrando la propria vita al Signore e nello specifico entrando nel Monastero di Luxeuil. Qui riuscì non solo a studiare ma anche a mostrare appieno tutte le proprie qualità di uomo pio e caritatevole. Nello stesso monastero ebbe modo di conoscere San Colombano del quale divenne uno dei principali discepoli. Colombano apprezzava tantissimo San Valerio e in particolar modo notò anche le sue qualità di grande predicatore. In ragione di ciò fu inviato come missionario in diverse zone d’Europa per mettere in atto l’opera di evangelizzazione. In questo San Valerio di Leuconay, fu davvero straordinario riuscendo a convertire un gran numero di fedeli e inoltre ad affascinare tantissimi altri che seguirono la sua stessa strada di monaco eremita. La sua opera fu molto apprezzata anche perché, era contraria a tutte quelle forme di idolatria che all’epoca erano presenti in Europa e soprattutto cercò di mostrare come le superstizioni non avessero nessun legame con la vita terrena. In ragione del gran numero di seguaci che aveva acquisito nel corso degli anni di predicazione, San Valerio di Leuconay decise nel 611 nei pressi della cittadina di Leuconay, di fondare e costruire un romitorio che in seguito sarebbe diventato un monastero di una certa importanza ancora tutt’oggi in piedi anche se ovviamente nel corso dei secoli ha subito diverse modifiche e ristrutturazioni varie. San Valerio di Leuconay rimase nella cittadina e quindi nel monastero fino a che il 12 dicembre del 619 non sopraggiunse la morte. 

Le sue spoglie sono conservate nel Santuario della Consolata a Torino. Da quando si apprende esse furono portate nella città piemontese intorno al 906 per metterle al riparo da continue scorribande di saraceni che sovente attaccavano alcune zone della Francia per fare bottini di diverso genere. Tra i miracoli che gli sono stati riconosciuti e che lo hanno portato a diventare Santo, curò un paralitico di nome Blitmondo che tra le altre cose diventare uno dei suoi maggiori seguaci tant’è che ne divenne il successore come abate del monastero di Leuconay. Secondo un racconto dell’epoca, pare che una settimana prima di morire quasi come ne avesse il sentore, indicò ai suoi confratelli il luogo esatto dove voleva che il proprio corpo venisse seppellito nei pressi dell’albero che sovente lo vedeva riposare durante il pomeriggio oppure dopo una passeggiata. San Valerio di Leuconay è anche compatrono della città di Torino contro le pestilenze e nei secoli si è sempre mantenuto alto il culto nei propri confronti.



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