SANTO DEL GIORNO/ 13 dicembre si celebra Santa Lucia, vergine e martire

- La Redazione

Nella giornata del 13 dicembre la Chiesta cristiana celebra il martirio di Santa Lucia che affidò la propria vita al creatore. A Siracusa, sua città Natale, i festeggiamenti durano 7 giorni.

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immagine d'archivio

Il 13 dicembre si celebra il ricordo di Santa Lucia. La storia del martirio cui venne sottoposta Lucia di Siracusa ci è stata tramandata attraverso due testi: uno in lingua greca e uno in latino. Il racconto greco è un testo considerato da alcuni non molto attendibile, in quanto non esistono riscontri storici (gli unici dati certi sono la data di nascita della santa e il luogo in cui è avvenuta la sua nascita), e anche i fatti narrati, nonché le qualità della donna, appaiono fortemente caricati. Per quanto riguarda invece il testo scritto in latino, questo appare come una sostanziale traduzione di quello greco. Detto ciò, è indubbio il grande fascino e la grande fede che la santa di Siracusa riusciva (e riesce tuttora) a generare in chi la venera.
Lucia diventa martire e, dunque, santa, nel momento in cui viene costretta dagli eventi ad affrontare un processo davanti all’Arconte Pascasio. Ci troviamo negli anni dell’imperatore Diocleziano, e dunque della persecuzione nei confronti di tutte le persone che professavano il cristianesimo. Il tutto ha inizio quando Lucia e la madre Eutichia si recano al sepolcro di santa Agata, situato a Catania. Ci vanno per chiedere alla santa la guarigione da una brutta malattia di cui soffre Eutichia. Le due donne partecipano così alla celebrazione della messa. Lucia spinge la madre a dirigersi verso il sepolcro della martire, a toccarlo e chiedere la grazia di essere liberata da questo tormento. La madre acconsente, e proprio mentre si sta dirigendo verso il sepolcro, Lucia viene invasa da un senso di pace accompagnato da una visione in cui appare Agata che, oltre a confermarle la guarigione della madre, le predice il futuro. Compreso, ovviamente, la sua prossima morte da martire.
Ripresasi dalla visione, Lucia parla alla madre ormai guarita di quel che le è successo, e sulla via del ritorno le comunica di aver preso la decisione di consacrare la sua intera vita a Gesù Cristo. In aggiunta, Lucia chiede a Eutichia di poter avere totale accesso alle sue proprietà (che in realtà sono del padre, deceduto tempo prima, e che ora vengono gestite dalla madre). Eutichia, nonostante la grazia ricevuta da poco tempo, si dice inizialmente contraria a questa idea, in quanto aveva consumato molte fatiche per conservare le proprietà avute in eredità, e per questo non vorrebbe privarsene. Soltanto alla sua morte, dunque, Lucia, ereditando ogni bene, sarebbe stata libera di disporne come meglio avrebbe creduto. Ma Lucia è testarda e insiste talmente tanto che alla fine riesce a convincere la madre. Lucia vende così le sue proprietà e quel che riesce a ricavarne lo dà a chi ne ha più bisogno di lei.

A questo punto, però, la notizia di questa grandiosa vendita arriva alle orecchie del promesso sposo di Lucia, il quale chiede ad Eutichia se la voce corrisponde a verità e, dopo averne avuto conferma, chiede chiarimenti sulle intenzioni della vergine che avrebbe dovuto prendere in moglie da lì a poco. La donna riesce ad evitare che il giovane venga a conoscenza della realtà dei fatti, dicendogli che la somma ottenuta con quella vendita serve invece per finanziare un investimento che avrebbe fruttato a lui e a Lucia una cospicua somma di denaro. Lì per lì, l’uomo si tranquillizza. Ma passa un po’ di tempo e, stancato dal fatto che Lucia continua a rimandare la data del loro matrimonio, sceglie di pugnalarla alle spalle denunciandola al governatore Pascasio. L’accusa è quella di essersi convertita al cristianesimo. 
La donna viene dunque presa dalle guardie e condotta in tribunale, dove subisce un processo. Qui lei si professa fiera di essere cristiana, e quando viene minacciata di essere esposta insieme alle prostitute, Lucia trova il coraggio di rispondere: “Il corpo si contamina solo se l’anima acconsente”. È fermo intento di Lucia rimanere casta nell’anima, anche se il suo corpo dovesse subire qualche violenza. A questo punto la storia racconta di come il proconsole ordini alle guardie di prendere con la forza la donna, la quale diventa però talmente pesante che non bastano dozzine di uomini a smuoverla di un centimetro. Vengono chiamati anche dei maghi per tentare di muoverla, ma neanche loro hanno fortuna. A quel punto Pascasio dà l’ordine di bruciarla viva, ma le fiamme non attecchiscono. A quel punto rimane solo la spada, ed è per quella che ferisce mortalmente Lucia: viene costretta ad inginocchiarsi e una lama le stacca la testa dal corpo. Prima di esalare l’ultimo respiro però Lucia ha il tempo di dire ai suoi aguzzini che presto sarebbe arrivata la fine dell’impero di Diocleziano. 
Le date relative alla morte di Lucia non sono univoche: studiosi parlano del 303 o del 304 dopo Cristo, ma anche del 307 e del 310. 
La leggenda secondo cui Lucia, prima di morire, si strappa via gli occhi dalla testa, appare invece priva di fondamenti storici. Semplicemente, questa tradizione deriva dall’iconografia che la ritrae con l’emblema della coppa che contiene i suoi occhi, la quale, a sua volta, deriva dal fatto che i fedeli la considerano, a causa del suo nome (Lucia, da luce) protettrice della vista. 
Il ricordo di Santa Lucia si celebra in tutta Italia. A Siracusa, ovviamente, ma anche a Montefalcione (in provincia di Avellino, in Campania) e perfino in Veneto.

A Siracusa a partire dal 13 dicembre si celebra una festa che dura una settimana, e termina dunque il 20. Si tratta di una celebrazione molto sentita, che coinvolge ogni anno migliaia e migliaia di fedeli in arrivo da ogni parte della Sicilia, dell’Italia e perfino del mondo. Molti sono infatti i fedeli che, emigrati anni fa (o figli di emigrati) tornano ogni anno per onorare la santa. 
A Montefalcione, invece, si venera una statua di santa Lucia: la popolazione di questo paesino aveva chiesto alla santa la fine della carestia che l’aveva colpita nel 1646. Secondo quanto affermato da un testimone, il 13 maggio di quell’anno una colomba entrò nella cattedrale nel corso di una celebrazione eucaristica. In quegli stessi momenti fu sentita una voce che riferì dell’arrivo di un bastimento pieno di cereali. Il popolo intero attribuì l’arrivo di quella nave all’operato della santa. 
Come detto, però, santa Lucia viene venerata anche a Verona che in tante parti del nord Europa: questa tradizione è collegata al passaggio delle reliquie della santa in queste zone.

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