PAPA/ Magdi Allam: così l’incontro con Benedetto XVI ha cambiato la mia vita

Incredulità e grande tristezza. Ma anche rispetto nei confronti di un uomo e del suo gesto senza precedenti. Questa la reazione di MAGDI CRISTIANO ALLAM alla decisione di Benedetto XVI

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Incredulità e grande tristezza. Ma anche rispetto nei confronti di un uomo e del suo gesto senza precedenti che irrompe nella nostra vita come un vero e proprio “fulmine a ciel sereno”, ricordando le parole utilizzate da Angelo Sodano, decano del collegio cardinalizio. Era il 22 marzo 2008 quando Magdi Cristiano Allam, oggi candidato premier del movimento politico “Io Amo l’Italia”, abbandonava definitivamente l’islam ricevendo in San Pietro il battesimo da Benedetto XVI, che, come egli stesso ha annunciato nella giornata di ieri, dal prossimo 28 febbraio lascerà il pontificato. “La notizia ha suscitato in me estrema incredulità e grande tristezza – spiega Allam a ilsussidiario.net -. E’ senza dubbio un fatto eccezionale che riguarda una persona che sento particolarmente vicina e a cui sarò eternamente grato, per essere stata la luce che più di altre mi ha illuminato dentro, accompagnandomi alla scoperta della fede cristiana, e per avermi fatto l’immenso regalo di essere proprio lui a celebrare il mio battesimo”.

Ci racconti quel giorno.

Quel giorno è stato senza alcun dubbio il più bello della mia vita, capace di rappresentare concretamente uno spartiacque: da quel momento, infatti, la mia intera esistenza è cambiata e ho maturato una scelta che potrei definire di “sana follia”, rassegnando le dimissioni dalla vicedirezione del Corriere della Sera.

Come mai?

Per iniziare un percorso nuovo, una missione con cui tradurre in atti concreti, in opere buone, ciò che scrivevo e che dicevo, anche sulla base dell’esortazione che, proprio nei mesi immediatamente successivi al mio battesimo, Benedetto XVI lanciò sulla necessità dei cattolici di impegnarsi in politica.

Yahya Pallavicini, vicepresidente della comunità islamica italiana Coreis, espresse più di qualche perplessità riguardo la scelta del luogo e del momento per la sua conversione.

Pallavicini non si limitatò ad esprimere delle semplici perplessità, ma mi condannò chiaramente come apostata, arrivando a sostenere che se io avessi avuto a cuore la figura di Gesù avrei potuto venerarlo all’interno dell’islam. Una tesi, però, del tutto menzognera.

Perché?

Perché in comune tra il Gesù Cristo vero Dio e vero uomo e il Gesù coranico c’è soltanto l’omonimia, ma quello coranico è tutt’altra realtà.

Come mai ha voluto che il suo battesimo si celebrasse proprio quel giorno e proprio a San Pietro?

Quella del battesimo in Vaticano non è stata una mia scelta, ma di Benedetto XVI. Ovviamente il Papa non battezza le persone su richiesta, quindi è stato lui a volere che tutto ciò si concretizzasse.

Nonostante vi fossero diverse opposizioni a riguardo…

Come ho recentemente ricordato, il Papa è sempre stato fermo sulla sua decisione, a dispetto di un’opposizione presente anche all’interno dello stesso apparato della diplomazia vaticana, dove si temevano possibili reazioni di estremisti e terroristi islamici. Queste stesse insistenti opposizioni hanno esercitato fino all’ultimo molte pressioni sul Papa affinché non fosse lui a celebrare il mio battesimo.

Ma Benedetto XVI non si lasciò convincere…

Benedetto XVI è sempre stato irremovibile a riguardo e non ha mai indugiato sull’opportunità di fare questo atto, considerandolo, correttamente, l’essenza della missione di un pastore: condurre a Cristo coloro che Egli ha chiesto che gli fossero condotti. E quel giorno, il 22 marzo 2008, la notte della veglia pasquale, nella Basilica di San Pietro, ho avuto modo di rivivere le tappe salienti della mia vita e di riconsiderarle alla luce del battesimo, maturando la decisione di cambiare vita. Il battesimo, infatti, è stato per me a tutti gli effetti l’inizio di una nuova vita. Vorrei poi ricordare un ultimo particolare.

Quale?

La prima volta che ho avuto modo di ascoltare e incontrare l’allora cardinale Joseph Ratzinger fu durante la messa per celebrare il funerale di don Luigi Giussani nel Duomo di Milano, dove anche io ho voluto testimoniare la mia vicinanza al popolo di Comunione e Liberazione e alla straordinaria figura cristiana di don Giussani. Ricordo quel momento e la presenza di Ratzinger con grande commozione.

 

(Claudio Perlini)

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