LETTERA AL PAPA/ L’ergastolano: grazie Francesco, la cosa più grande è essere perdonati

- La Redazione

BLEDAR GIOVANNI, ergastolano, è detenuto da dieci anni nella Casa di Reclusione Due Palazzi di Padova. Due anni fa ha ricevuto il Battesimo. Ora scrive a Papa Francesco

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Immagine di archivio

Ciao Papa Francesco. Ciao a tutti.

Mi chiamo Bledar Giovanni, sono un detenuto ergastolano, fine pena mai. Sono da dieci anni detenuto nella Casa di Reclusione di Padova. I primi anni di carcere sono stati abbastanza duri. Ero sempre in mezzo ai guai, perché mi sembrava che solo con la violenza si potessero risolvere i problemi. Tante volte mi sono chiesto: “Ma cosa fai, Bledar?”. Ero molto stanco e spesso mi sentivo in colpa nei confronti dei miei compagni detenuti e degli agenti. Ogni cosa che facevo non aveva nessun senso per la mia vita. Ero diventato un uomo senza dolore, però i momenti più brutti della mia vita sono stati quando percepivo che mi mancava qualcosa e mi sentivo vuoto.

Mi hanno messo in isolamento diurno per un anno. Anche lì ho litigato con un ragazzo, ci siamo presi a pugni e ci siamo fatti male, fino a quando gli agenti sono intervenuti, ma ho spinto a terra anche loro.

Dopo l’isolamento, all’improvviso un giorno ho visto un avviso di lavoro della cooperativa Giotto per i detenuti, ho risposto e sono stato assunto. Un colpo di fortuna: lì mi si sono aperte le prime speranze. Da otto anni lavoro con la cooperativa e mi sento rinato tramite il lavoro. Un paio di anni fa c’è stato un momento in cui alcuni operatori della cooperativa Giotto mi seguivano in maniera particolare per migliorare il mio lavoro, tanto che mi sembrava che stessero perdendo tempo con me. Queste persone aiutavano uno come me, che fino ad allora nella vita aveva sempre fatto del male agli altri!

Questo ha svegliato la mia coscienza dal buio. Ai capannoni dove lavoro ho conosciuto Franco, Marino e Ludovico: erano tutti ergastolani. Anche se la loro pena era uguale alla mia, io li vedevo sorridenti. Ho cominciato a frequentarli al lavoro e anche in sezione. Andavano ogni domenica a Messa e al sabato alla Scuola di comunità. Anch’io ho iniziato ad andare a Messa non tanto per me, ma per vedere cosa fanno Franco, Marino e Ludovico, e lì ho visto che pregavano Dio. Allora c’era come parroco don Luigi che parlava sempre di Dio Padre Onnipotente e raccontava la vita di Gesù, che lì ho cominciato a conoscere. Ogni volta che ascoltavo i racconti della vita di Gesù mi venivano i brividi alla pelle.

Così ho cominciato, domenica dopo domenica, ad andare a Messa e lì ho deciso che io appartenevo a Dio e che Dio mi apparteneva. Ho chiesto a Franco e a Marino se potevo anch’io andare con loro a Scuola di comunità perché avevo il desiderio di conoscere il nostro Creatore; anche se prima non ero praticante, dentro di me chiedevo sempre a Dio che mi aiutasse. 

Fa parte della natura che noi siamo creati da Dio, e così ho cominciato la mia ricerca per conoscere il mio Dio. Ho preso la decisione di scegliere una vita di libertà e ho detto a Gesù “io confido in te”. Chi nel mondo non vuole la salvezza? Credo che tutti gli esseri umani abbiano bisogno di essere salvati e aiutati da Dio, così ho cominciato a desiderare il Battesimo.

Ho cominciato a questo punto il Catechismo con il mio fratello don Lucio, che voglio ringraziare di cuore assieme a tutti quelli che mi sono stati vicini, specialmente Gesù che mi ha aperto gli occhi e il mio cuore. Due anni fa ho ricevuto il Battesimo e tutti i Sacramenti e ho scelto come padrino Franco. Essere stato battezzato nel nome di Gesù Cristo cambia la vita. Vuol dire ricevere il perdono di tutti i miei peccati e questo è il più bel dono dello Spirito Santo.

Il Battesimo non è un lavaggio del corpo per togliere lo sporco; il Battesimo ci salva perché Cristo è Risorto e si trova in cielo con il Padre. Il Battesimo è una invocazione a Dio fatta in buona coscienza. Lo so e sono certo che Cristo mi ama e si fida di me perché siamo creati da Lui. Vorrei anch’io partecipare alla Via Crucis ma non è possibile. Verrà il momento anche per me.

Voglio raccontarvi però di un amico che mi ha chiesto di accompagnarlo alla preparazione del Sacramento del Battesimo. Mi ha detto: “Bledar Giovanni, io ho scelto te come mio padrino” e io gli ho risposto “Armand, io sono appena stato battezzato e non posso” e gli ho detto di trovarsi un’altra persona più adulta nella fede cristiana. Armand mi ha chiesto dieci volte di fargli da padrino e io gli ho chiesto perché proprio me. E lui mi ha risposto: “Io seguo il mio cuore”. A questo punto gli ho detto: “Se il tuo cuore ha detto di sì, ti dirò anch’io di sì”. E così ci siamo abbracciati. Armand è molto contento e anch’io di più.

Il 25 maggio Armand riceverà il Battesimo qui nella nostra Parrocchia del Carcere Due Palazzi. Oggi, mentre scrivo questa lettera, caro Papa Francesco, è il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione a Maria, ed è anche il mio compleanno. E’ un piccolo segno che la Madre di Misericordia ed io festeggiamo assieme. Sono molto contento che la mia data di nascita non è avvenuta per caso. Oggi era anche la festa del Buon Ladrone e buon ladrone sono io.

Ti aspettiamo, un abbraccio e prega per noi.

 

(Bledar Giovanni)

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