CENSURA/ Perché il Fatto Quotidiano toglie il Meeting di Rimini dalla bocca di Napolitano

- Carlo Grazioli

Il discorso del Presidente Napolitano è ricco di spunti e richiami importanti. Ma Il Fatto Quotidiano ne censura uno, quello al Meeting di CL. Perché? Lo denuncia CARLO GRAZIOLI

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foto:Infophoto

Oggi pomeriggio, tra lavoro e tesi, ho ritagliato un attimo di tempo per vedere ed ascoltare online su Youtube una registrazione del discorso di Giorgio Napolitano davanti al Parlamento riunito in seduta comune. Il primo ed unico video integrale di tutto il discorso che sono riuscito a trovare è quello pubblicato da Antefattoblog con il nome di “Il giuramento di Napolitano: il discorso integrale (22/04/2013)”.

Finito la visualizzazione del video vado a bere un caffè in università con un’amica con cui avevo iniziato a parlare del giuramento di Napolitano. Il dialogo si fa intenso e ricco di spunti di riflessione, fino al momento in cui la mia cara compagna di studi afferma che uno dei passaggi che più ha apprezzato è quello in cui il Presidente della Repubblica cita il suo intervento al Meeting per l’Amicizia fra i Popoli tenutosi a Rimini due anni fa. “Strano, non ci avevo fatto caso a questo passaggio del discorso” rispondo io. Torno davanti al computer e mi rimetto ad ascoltare curioso il video archiviato su Youtube. Ebbene sì, mi accorgo che nella registrazione integrale pubblicata da Antefattoblog, canale Youtube de Il Fatto Quotidiano, è stato rimosso il paragrafo del discorso di Napolitano in cui egli parla ad una grande assemblea di giovani a Rimini nell’agosto del 2011 per i centocinquant’anni dell’unità nazionale. Controllo e ricontrollo. Manca il paragrafo all’appello! Manca!
Il paragrafo censurato nel video pubblicato sul canale de Il fatto Quotidiano si dovrebbe trovare esattamente a 13 minuti e 7 secondi dall’inizio (Link al video: http://youtu.be/wDWZURUPUIo – Qui trovate la vera edizione integrale della giornata pubblicata dall’ufficio comunicazione del Quirinale che comprende oltre al discorso tutti i momenti della cerimonia, dal minuto 45 e 53 secondi https://www.youtube.com/watch?v=7XJ2FVjaxvE NdR). Al posto del paragrafo omesso è presente un grossolano taglio del video in cui per circa due secondi si possono vedere alcuni politici del PD, tra i quali spicca Bersani che, con un gesto tutto italiano, manda a quel paese qualcuno in Parlamento. Dunque, il paragrafo mancante dovrebbe collocarsi tra le parole “..Società Italiana.” ed “Ecco..”.
Controllo e ricontrollo i testi della trascrizione del discorso (http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&key=35753). L’errore si conferma essere proprio di chi ha montato e pubblicato il video su Youtube sul canale Antifattoblog. Video “integrale” che attualmente ha già oltre seimila visite e che cresce abbastanza rapidamente. Ma perché manca questo paragrafo nella registrazione? Non dovrebbe essere piuttosto, come cita il titolo del video, la registrazione integrale del giuramento del rieletto Presidente della Repubblica Italiana? Cosa contiene questo paragrafo di così fastidioso da non essere pubblicato da Il Fatto Quotidiano

Andiamo a rileggerlo attentamente insieme: <Parlando a Rimini a una grande assemblea di giovani nell’agosto 2011, volli rendere esplicito il filo ispiratore delle celebrazioni del 150° della nascita del nostro Stato unitario: l’impegno a trasmettere piena coscienza di “quel che l’Italia e gli italiani hanno mostrato di essere in periodi cruciali del loro passato”, e delle “grandi riserve di risorse umane e morali, d’intelligenza e di lavoro di cui disponiamo”. E aggiunsi di aver voluto così suscitare orgoglio e fiducia “perché le sfide e le prove che abbiamo davanti sono più che mai ardue, profonde e di esito incerto. Questo ci dice la crisi che stiamo attraversando. Crisi mondiale, crisi europea, e dentro questo quadro l’Italia, con i suoi punti di forza e con le sue debolezze, con il suo bagaglio di problemi antichi e recenti, di ordine istituzionale e politico, di ordine strutturale, sociale e civile”.>
Il contenuto non sembra essere di minor spessore del resto del discorso tenuto da Napolitano davanti al Parlamento riunito in seduta comune. Né tantomeno sembra mancare di realismo e concretezza, come anche il resto dei paragrafi pronunciati davanti alle istituzioni politiche italiane. Ma perché? Forse che un riferimento quasi esplicito al Meeting per l’amicizia fra i Popoli da parte del Presidente della Repubblica sia considerato scomodo oppure scandaloso? Perché censurare chi in Italia da decenni riesce a creare vero dialogo ed unire popoli?
Lascio ad ognuno la propria libera interpretazione del fatto e del Fatto. Mi permetto solo di comunicarvi che mi sorprende che una testata come Il Fatto Quotidiano, la quale sbandiera idee di trasparenza e giustizia, censuri diverse righe dal primo discorso ufficiale del nuovo (anche se lo stesso) Presidente della Repubblica.
Concludendo, come lo stesso Napolitano ha recentemente comunicato nel paragrafo omesso nel video di cui vi ho appena raccontato, oggi stiamo attraversando una crisi mondiale, europea ed italiana. Che c’è crisi è un dato di fatto ed è ormai constatabile da tutti nella propria realtà domestica. Crisi economica ma non solo: culturale, educativa, politica e sociale. Mi sorge quindi una domanda: ma come uscire da questa crisi? Come ricostruire e ripartire dalle rovine dell’istituzioni italiane ed europee? Come generare nuovi posti di lavoro e far crescere le aziende? Come riuscire a vedere desiderare ancora chi soffoca sotto le macerie dell’umano moderno?
Si può rispondere con tanti tecnicismi economici e finanziari, oppure con nuove strategie politiche e di welfare, o infine anche proponendo di tornare in piazza con il desiderio di purificare le istituzioni italiane. Si possono intavolare tante belle discussioni, ma, tuttavia, una cosa è certa, la chiave per riaccendere il motore è già stata donata nelle mani degli uomini: iniziare ad amare la verità più di se stessi. Per ripartire occorre quindi tornare ad aprirsi al dialogo e scommettere sempre di più su chi ci sta accanto e condivide con loro il lavoro, la vita o lo studio.



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