IL CASO/ Blasfemia con il sì dello Stato? Mons. Negri non ci sta

- La Redazione

L’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, sotto la guida di Mons. LUIGI NEGRI, sta valutando se querelare gli organizzatori del concerto del primo maggio e lo Stato italiano: ecco le motivazioni 

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Mons. Luigi Negri (Infophoto)

In un comunicato stampa diffuso oggi, l’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio denuncia la proiezione del film Le streghe di Salem nei cinema del proprio territorio. Il film, definito “un misto di satanismo, oscenità, offese alla liturgia e alle realtà ecclesiali” è da poco uscito nei cinema di tutta Italia. Nel comunicato si lamenta anche il fatto che lo Stato non ne abbia vietato la proiezione ai minorenni, in questo modo rendendo possibile vederlo liberamente e “traendone probabilmente orrende convinzioni nei confronti della tradizione cattolica del nostro Paese che, piaccia o no ai signori del vapore, rappresenta la convinzione di una parte consistente del nostro popolo”.

Nel film, dice ancora il comunicato, si offendono infatti la liturgia e la Chiesa, una offesa che dovrebbe toccare, ancor prima che i credenti, la coscienza civile e laica delle persone. Il comunicato poi denuncia un altro episodio, avvenuto durante il concerto del primo maggio a Roma, quando un cantante ha offerto una “squallida imitazione della consacrazione e dell’elevazione dell’ostia rappresentata da un preservativo agitato davanti alla folla come se fosse il corpo vero del Signore”. Ancor più sconcertante, si dice, il fatto che l’episodio sia avvenuto a poche centinaia di metri dalla Basilica di San Giovanni in Laterano, la Cattedrale del Papa, “e nella Diocesi santa e benedetta di Roma”.

L’Arcivescovo Mons. Luigi Negri, conclude il comunicato, esprimendo il suo totale e profondo dissenso per questi episodi, sta valutando tramite una commissione appositamente incaricata di giuristi, la possibilità di sporgere querela agli organizzatori del concerto del primo maggio e anche allo Stato che “non ha vigilato su ciò che viene proiettato liberamente nelle sale italiane”. 

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